Far-west in strada con la lotta agli armadietti: la protesta

"Tra i gestori di telecomunicazione si è aperta la gara a chi fornisce per primo il servizio internet veloce utilizzando la tecnologia FTC cioè la fibra ottica che arriva alla cabina (all'armadio) di strada e poi si collega all'utente finale"

La foto inviata dal Comitato

Brutti a vedersi, uno diverso dall'altro e scomodi per i pedoni costretti ogni volta a deviazioni a causa dei lavori in corso.

A dichiarare guerra agli armadietti in strada a Monza è stata l'associazione HQ San Fruttuoso 2000 che ha posto l'accento sul proliferare nell'ultimo periodo delle colonnine per gli allacciamenti internet.

​Si tratta di una vera e propria guerra tra i gestori delle telecomunicazioni che fanno a "gara a chi fornisce per primo il servizio internet veloce utilizzando la tecnologia FTC (fiber to cabinet), cioè la fibra ottica che arriva alla cabina di strada e poi si collega all’utente finale con il vecchio doppino di rame" spiega una nota del Comitato.

Oltre all'elemento estetico e al disagio che i continui lavori procurano ai pedoni costretti a scendere dal marciapiede l'associazione si è scagliata contro il proliferare degli armadietti, "elementi di disordine bruttissimi a vedersi, angoli nei quali si depositano cartacce in una sorta di arredo urbano alla rovescia" perchè rappresentano una deviazione rispetto alle regole per i lavori stradali condivisi dai cittadini e fatti approvare tempo fa.

"Monza è una delle poche città in Italia ad avere regole precise per le reti e per i lavori stradali. Lo sappiamo bene perché, negli anni passati, siamo stati i promotori di queste regole, ottenendo dalla giunta Faglia il Piano Urbano del Sottosuolo e dalla giunta Mariani il Regolamento per scavi e posa di tubi. Occorre però che il Comune si faccia rispettare" spiegano dal Comitato.

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A rincarare la dose è anche Isabella Tavazzi, portavoce dell’Associazione HQMonza: “Bene lo sviluppo delle reti in fibra ottica, ma il Comune deve dire la sua. Se per ipotesi arrivassero a Monza dieci diversi gestori, finiremmo per avere sui marciapiede un campionario di dieci diversi armadi tecnici uno in fila all’altro. Vi pare una cosa sensata e accettabile?”.

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