Kalashnikov e pistole: scoperto l’arsenale della banda dei "portavalori"

Il deposito a pochi chilometri da Monza, in una piccola azienda alla periferia di Senago

Un assalto a un portavalori (Bennati/MonzaToday)

Quattro mitragliatori kalashnikov, un fucile a pompa, due pistole con la matricola abrasa. Ma anche giubbotti antiproiettile, trancia lamiere, chiodi a cinque punte «azzoppamuli» per far crollare a terra i pneumatici, motoseghe capaci di tagliare le lamiere come burro, ricetrasmittenti satellitari, passamontagna.

E’ un vero e proprio arsenale quello scoperto dai carabinieri di Desio in una piccola azienda specializzata nella lavorazione di metalli, alla periferia di Senago. Il proprietario del capannone, 44 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per detenzione di armi illegali e da guerra e ricettazione.

Secondo i militari, tutto era pronto per un assalto armato a un furgone portavalori. Proprio nell’ottobre scorso infatti,a pochi chilometri di distanza, tra Paderno Dugnano e Bollate, tre rapinatori misero a segno un colpo a un portavalori: un blitz studiato nei minimi dettagli e condotto come un raid militare.

Il mezzo blindato era rimato «prigioniero» tra un’auto e un camion, che lo aveva tamponato. I due vigilantes, impietriti dalla paura, avevano consegnato le chiavi del mezzo e i rapinatori erano fuggiti con un bottino di un milione e trecentomila euro. Forse una nuova banda armata stava pensando a un bis, ora andato in fumo.

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