Bancarotta e frode fiscale, arrestata famiglia monzese

Padre, madre e figlio in manette: nel mirino delle fiamme Gialle il fallimento della società FIFA FILM Srl. Sequestrati beni per oltre un milione e mezzo di euro: sigilli su denaro, conti, villa di famiglia e polizze assicurative

Arrestata intera famiglia

Un cambio di poltrona all'interno dell'attività di famiglia, con il passaggio di testimone dal figlio al padre, la cessione di un ramo d'azienda con la creazione di una società di diritto con sede in Inghilterra e la messa in scena di un divorzio per eludere i controlli.

La tragicommedia di una famiglia di imprenditori monzesi è finita con l'arresto: le Fiamme Gialle del capoluogo brianzolo, grazie a una minuziosa indagine, hanno fatto scattare per tutti e tre le manette per frode fiscale e bancarotta fraudolenta.

Al centro delle indagini le vicissitudini della FIFA FILM Srl, l'azienda di famiglia con sede ad Agrate Brianza interessata da fallimento. Gli accertamenti sono partiti dalla relazione del curatore fallimentare e, attraverso intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, perquisizioni, sequestri, accertamenti bancari ed una rogatoria internazionale con le autorità slovene, il magistrato della Procura di Monza, Manuela Massenz, e gli investigatori hanno ricostruito le cause del fallimento dell’azienda e le singole responsabilità.

Secondo l’accusa la famiglia di imprenditori monzesi avrebbe causato un grave dissesto economico all'azienda, portandola al fallimento, facendo uscire dai conti societari, grazie ad artifici contabili, un vero e proprio fiume di denaro, creando un buco di oltre 5 milioni di euro e danneggiando numerosi creditori.

Per fare ciò i tre, due coniugi ultrasessantenni e il figlio di 38 anni, hanno attuato prima un passaggio di testimone nell’amministrazione dell’azienda di famiglia, dal figlio al padre, e poi cedendo a una nuova società creata ad hoc l’unico ramo d’azienda realmente produttivo, dal valore di oltre 1 milione di euro ma venduto a soli duecentomila euro, hanno poi lasciato fallire la FIFA Film con i debiti e continuato l’attività con un’altra azienda “pulita”.

Dietro questa nuova società, che oggi è passata definitivamente di mano d imprenditori estranei ai fatti, c'era però la moglie dell'imprenditore brianzolo con cui l'uomo era in accordi per inscenare una separazione legale, per dimostrare la lontananza tra loro e la differente sorte delle società.

A tradire i loro piani però sono state le intercettazioni dei finanzieri che hanno portato alla luce la realtà dei fatti. Oltre un milione e mezzo di euro è uscito dalle casse societarie per finire sui conti personali degli arrestati, sotto la falsa voce di rimborso finanziamento soci mentre dai fondi dell'azienda fallita sono volati via anche altri tre milioni di euro grazie a false fatture. 

La Guardia di Finanza, su ordine del GIP e della Procura di Monza ha sequestrato agli indagati beni e denaro per circa 1,6 milioni di euro: sono scattati i sigilli su denaro, conti, villa di famiglia e polizze assicurative riconducibili agli arrestati.

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