Preso il “boss dell’Isola”: latitante, ma in vacanza con la famiglia

L’uomo, accusato di rapine e altri reati, è stato arrestato a Desio. Era ricercato da febbraio per una condanna a quattro anni e sette mesi

L'uomo finito in manette

Dal lunedì al giovedì, un latitante a tutti gli effetti. Dal venerdì alla domenica, un padre e un marito amorevole. Ed è stato proprio l’amore per la famiglia a mettere fine alla fuga di L.L., trentottenne di origini pugliesi ma residente a Milano, ricercato dalla polizia per una condanna a quattro anni e sette mesi di carcere per vari reati tra cui furti in appartamento e assalti a bancomat.

L’ormai ex ricercato, che è finito in manette giovedì scorso, è infatti accusato di essere il boss della “banda dell’Isola”, il gruppo criminale che coi suoi colpi nel quartiere milanese ha messo insieme un bottino di 250mila euro. 

Da febbraio, il trentottenne era diventato un fantasma. La polizia le aveva provate tutte per incastrarlo, ma sempre senza successo. Almeno fino alla settimana scorsa, quando l’uomo ha fatto un passo falso. 

A tradirlo è stata la preoccupazione per uno zio malato, al quale il latitante avrebbe voluto fare visita. Così, il “boss dell’Isola” ha telefonato a suo padre - anche lui pregiudicato - per darsi appuntamento e andare insieme in ospedale. 

All’incontro, però, ha trovato anche la polizia che, una volta ascoltate le intercettazioni, lo ha bloccato e arrestato. Gli agenti hanno ricostruito come durante la settimana, il trentottenne vivesse in un appartamento a Desio. Mentre nel weekend non rinunciava a vacanze al maree in montagna con moglie e tre figli. 

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