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Rapina da 4 milioni sulla Rho-Monza, preso il latitante in fuga

L'uomo è stato fermato nel Foggiano

Non si avevano sue notizie dal 2019, quando era scappato con 4 milioni di gioielli Bulgari dopo la rapina a due portavalori. Ma la fuga del latitante è finita. All'alba di venerdì 2 aprile la polizia di Stato lo ha rintracciato e arrestato nel Foggiano.

Assalto a un portavalori a Paderno Dugnano

L'uomo, che a gennaio 2019 era scappato prima dell'arresto convalidato dal Tribunale di Milano, è stato trovato a Cergnola (Fg). Ora dovrà rispondere della rapina commessa insieme ad altri complici - che erano stati arrestati nel 2019 - il 15 ottobre 2016, in via La Cava a Bollate, lungo la rampa di accesso alla strada provinciale sulla Monza-Rho.

All'epoca, a due portavalori della srl Ferrari erano stati sottratti preziosi del marchio Bulgari, appartenenti alla collezione 'Heritage' e del valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. A più di tre anni di distanza, il latitante è stato stanato nello stesso complesso di case popolari dove risiede la sua famiglia grazie a un'operazione della polizia di Roma, Foggia e Bari. L'uomo si trovava nell'appartamento di un parente, a sua volta con numerosi precedenti di polizia, che è stato anche lui arrestato. per favoreggiamento.

Il ricercato, un 41enne di Cerignola, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, si era rifugiato nell'abitazione del parente da pochissimi giorni, con l'intenzione di trascorrere le vacanze pasquali insieme alla propria famiglia. Nell’operazione sono stati coinvolti oltre 60 agenti della polizia di Stato che, dopo aver cinturato il comprensorio condominiale dove il fuggitivo si nascondeva, hanno presidiato tre interi condomini, dalle cantine ai terrazzi, al fine di precludere al ricercato qualsiasi via di fuga.

All’interno dell’appartamento è stata rinvenuta e sequestrata una carta d’identità non riconducibile a nessuno dei due arrestati, probabilmente utilizzata dal latitante per ostacolare le ricerche delle forze dell'ordine.

La rapina da 4 milioni di euro al portavalori a Bollate

Quella compiuta nel 2016 era stata 'un'azione da manuale', studiata fino nell'ultimo dettaglio e portata a termine con precisione chirurgica. Ciascuno dei rapinatori aveva un ruolo ben definito e tutti, come mostrano le immagini del sistema di video sorveglianza del blindato, erano molto calmi durante il 'colpo'.

Armati con fucili a pompa, i malviventi avevano bloccato la strada al primo blindato della Trasporto protetto Ferrari, costringendo un altro furgone a mettersi di traverso, e avevano minacciato le guardie giurate, una donna e un uomo, rispettivamente di 35 e 39 anni. Poi, dopo aver esploso un colpo per intimorire i presenti, il latitante appena arrestato - tra gli uomini più forti nel clan - aveva tagliato le lamiere del portavalori con un flessibile, rubando gran parte del contenuto: Bulgari, ma anche altre prestigiose marche.

I complici infine erano scappati a bordo di due automobili - una Lancia Delta ed una Renault Megane rubate - abbandonando una terza vettura sul luogo del colpo, lanciando chiodi a tre punte dall'auto in corsa. 

Traditi dai telefoni, dalle tracce di sangue e da un dito 'mancante'

Gli investigatori avevano analizzato il traffico di cella riuscendo a risalire alle utenze in uso ai rapinatori, localizzate dapprima nel Milanese e poi nella provincie pugliesi, e quindi alla loro identità.

Non solo. Uno dei rapinatori, nel prelevare i sacchi dallo scorcio creato alla lamiera del portavalori, si era procurato una ferita perdendo del sangue. Era stato così possibile estrapolare un profilo genetico valido che, mesi dopo, comparato con quello prelevato nel corso di una perquisizione, aveva dato riscontro positivo.

Anche un altro dei rapinatori sarebbe stato riconosciuto dagli agenti per un particolare: all'uomo, di corporatura importante, manca infatti un pezzo di falange dal dito medio della mano sinistra. E dalle immagini della rapina, questo dettaglio era evidente, nonostante i guanti.

Infine erano state le auto usate dal gruppo criminale a condurre i poliziotti milanesi in Puglia: tre giorni prima della rapina alcune telecamere autostradali le avevano immortalate mentre transitavano nel Foggiano.

I gioielli ritrovati presso la casa d'asta Christie's

I preziosi erano stati poi parzialmente ritrovati. Nel 2018 infatti alcuni erano stati sequestrati alla prestigiosa casa d'aste Christie's, a Londra. Altri erano invece stati ritrovati in Germania, dove la polizia aveva fermato un cittadino turco mentre in auto cercava di raggiungere la Svizzera con alcuni dei gioielli Bulgari rubati. 

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