Sequestrata a Bellusco fabbrica di "ganja" Made in Brianza

Troppo grande per destare sospetti. E invece all'interno c'era una vera e propria fabbrica di marijuana con un'organizzazione da fare invidia a Henry Ford. Tutto è finito sotto sequestro

Lampade e deumidificatori sevivano per velocizzare la produzione

BELLUSCO - Spesso si registrano arresti di "coltivatori diretti" di marijuana: insospettabili case adibite a serre, in cui agricoltori "particolari" coltivano le varie specialità della canapa. Il fai da te abbatte i costi, e in tempi di crisi questo fa gola.

FABBRICA - Ma questa volta i carabinieri della compagnia di Vimercate si sono trovati di fronte a qualcosa di davvero eccezionale. Non si trattava di una casa, infatti, ma di un'intero capannone posizionato nella zona industriale di Brugherio. Una vera e propria fabbrica, così grande da essere insospettabile. Tutto ero organizzato nei minimi dettagli.  Al termine del ciclo di crescita le piantine venivano fatte essiccare  per poi essere rivendute ai clienti in eleganti confezioni sigillate e sottovuoto. Mancava solo il sigillo DOP, per realizzare un vero prodotto made in Brianza.

SISTEMA INDUSTRIALE - Ad avviare il redditizio business, due italiani residenti a Bellusco, il 59 enne  Silvio B. e il 51enne Salvatore P., incensurati e al momento disoccupati. Il più giovane dei due ha avuto in gestione un noto locale  nel centro cittadino fino a poche settimane fa; evidentemente, c'erano settori più redditizi.

L'organizzazione che si erano dati i due avrebbe fatto invidia ad Henry Ford: il capannone era infatti suddiviso in settori, ognuno riempito con una specie diversa in funzione della tipologia di "prodotto", ma anche dello stato di crescita.  Non mancava l'attrezzatura: le piante erano posizionate infatti vicino a potenti lampade UV e aeratori, oltre a deumidificatori.

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LE INDAGINI - Sia il capannone che il materiale sono stai posti sotto sequestro; sequestrati anche un macchinario per la termosaldatura e una Smart utilizzata per la consegna. Un lato, quest'ultimo, che non  poteva certo essere trascurato.

I militari agli ordini del capitano Marco D'Aleo sono giunti a scoprire il capannone osservando un gruppo di giovani che avevano messo in piedi qualcosa di più di una piccola attività di spaccio in un parco pubblico poco distante. I giovani pusher, molti dei quali minorenni, una volta terminata la merce, si rifornivano nel vicino capannone come fosse un discount.

Il materiale sequestrato ha un valore stimato di 100.000 euro; la marijuana, invece, ne vale circa 60.000, cifra destinata però a quadruplicare nel caso di commercio al dettaglio.  I due arrestati si trovano ora nel carcere di Monza: a loro carico, le accuse di produzione e coltivazione di sostanza stupefacenti.
 

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