Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

"O track", il trapper e i colpi di pistola per la start up della droga fallita

A Cologno Monzese due fermati con l'accusa di tentata estorsione. Dietro la minaccia affari di droga?

Si erano presentati a casa del loro obiettivo armati e decisi a vendicarsi. E non ci avevano pensato troppo a usare l'arma, né a minacciarlo apertamente dalla strada con quella promessa - "Tanto ti prendiamo" - quasi da boss consumati. Spavaldi e convinti, avevano poi lasciato tracce evidenti di quel loro blitz, senza sapere però che quelle tracce erano proprio sotto gli occhi dei militari, che già davano loro la caccia. 

Due ragazzi - un 18enne di Pioltello e un 19enne che vive tra Settala e Vignate, entrambi italiani ed entrambi incensurati - sono stati fermati lunedì sera dai carabinieri di Sesto San Giovanni con le accuse, in concorso, di tentata estorsione, minaccia aggravata e porto abusivo di arma da fuoco perché ritenuti responsabili di un raid messo a segno a casa di un giovane di 19 anni, peruviano, che vive a Cologno Monzese. 

I tre uomini incappucciati

L'allarme era scattato alle 16.30, quando un vicino di casa del 19enne - che vive in zona via Venezia - aveva telefonato al 112 segnalando di aver sentito dei colpi di pistola e delle urla. I militari, coordinati dal maggiore Saverio Sica e dal tenente Antonio Belardo, avevano immediatamente identificato l'abitazione e avevano accertato come sulla porta d'ingresso ci fossero degli evidenti segni di calci e pugni e, soprattutto, il foro di un proiettile, tanto che a poca distanza era stato trovato un bossolo calibro 6.35. 

I carabinieri avevano così ascoltato il 19enne, che in quel momento era dentro l'appartamento con il nipotino di 10 anni e che aveva messo dei mobili davanti all'ingresso per cercare di barricarsi all'interno. Il ragazzo, senza convincere del tutto gli investigatori, aveva spiegato che con ogni probabilità si trattava di una vendetta amorosa da parte dell'ex della sua fidanzata, una 16enne di Vignate. 

I messaggi su Instagram

I militari avevano poi in realtà scartato quella pista, anche se la 16enne è stata di grande aiuto per le indagini. La ragazzina, subito raggiunta dai carabinieri, aveva infatti spiegato che circa un'ora prima era stata minacciata in strada da tre uomini incappucciati che le avevano intimato di dire al suo ragazzo di "farsi vedere", salvo poi scappare quando il cane della 16enne aveva azzannato uno di loro. Lei stessa aveva poi aggiunto che un ragazzo l'aveva contattata su Instagram - dove lei ha un profilo "comune" con il 19enne - per andare avanti con le minacce. 

A quel punto, i carabinieri avevano ascoltato gli audio, che sono suonati come una sorta di auto accusa. “Già gli ho sparato nella porta, ci metto un attimo a sparargli nella testa", diceva il mittente. E ancora: "Vado a comprare la benzina e gli do fuoco".

Da lì, attraverso il profilo - con nome falso, ma foto vere - gli investigatori sono risaliti al 18enne di Pioltello, che si fa chiamare "O track", in onore del personaggio di Gomorra. Alla vista dei militari sotto casa sua a Pioltello, il giovane ha gettato due coltelli dalla finestra ma non ha fatto in tempo a nascondere un borsello blu, che era stato visto e descritto dal 19enne minacciato. Il complice è quindi stato identificato, anche lui, grazie alle foto sui social insieme all'amico. 

La pistola e l'affare con la droga

I carabinieri, dopo averlo cercato a Settala a casa dei genitori, hanno scoperto che era al campo sportivo di Vignate - dove vive la nonna - e lì sono andati a prenderlo. Un volta in caserma, "O track" ha ceduto e ha portato i militari nuovamente a Pioltello, facendo trovare poco distante da casa sua la pistola usa per il blitz a casa della vittima. 

Il 18enne e l'amico 19enne, che si diverte come cantante trap con video e musiche sui social, ormai alle strette hanno raccontato la loro verità. I due hanno spiegato di aver dato, insieme, oltre 3mila euro al giovane peruviano per acquistare una partita di droga, che lui avrebbe poi dovuto vendere. 

Al momento di concludere l'affare, lunedì, il ragazzo avrebbe però fatto perdere le proprie tracce, scatenando la furia dei due. Su questo racconto sono ancora in corso accertamenti degli investigatori, anche se la reticenza iniziale della vittima lascia pensare che un fondo di verità possa esserci. 

La scommessa sul Milan

All'udienza di convalida - al termine della quale il fermo è stato convalidato e i due sono stati messi ai domiciliari -, "O track" ha raccontato anche qualcos'altro. Ha detto di aver trovato la pistola in una fontana di Pioltello - circostanza poco verosimile - e ha raccontato di aver recuperato i soldi da investire nella droga grazie a una scommessa sulla qualificazione del Milan in Champions. 

A quel punto, lui e il trapper avrebbero deciso di lanciarsi in una sorta di start up giovanile della droga, che però è fallita prima ancora di iniziare. Portando con sé una scia di minacce, agguati e colpi di pistola. 

Foto - Il colpo di pistola nella porta

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