Gare di appalto pilotate e corruzione, 21 arresti nella Sanità lombarda

In manette il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi, l'imprenditrice Maria Paola Canegrati e membri della Dirigenza dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Coinvolte diverse strutture lombarde dalla Brianza a Varese

Un gruppo imprenditoriale dedito alla corruzione, alla turbativa d'asta e al riciclaggio. Così il comandante provinciale dei carabinieri di Milano, colonnello Canio Giuseppe La Gala, insieme al procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Monza Luisa Zanetti e al sostituto procuratore Manuela Massenz, titolare del fascicolo, ha commentato i ventuno arresti dell'operazione "Smile" che hanno innescato un terremoto nel mondo della Sanità Lombarda.

Nel mirino degli inquirenti sono finite le gare d'appalto "pilotate" per l'affidamento dei servizi odontoiatrici negli ospedali pubblici lombardi. Ventuno le persone finite in manette (sette ai domiciliari, nove in carcere e cinque sottoposte all'obbligo di dimora nel comune di residenza) tra cui il consigliere regionale Fabio Rizzi, il suo braccio destro Mario Valentino Longo, le rispettive compagne, e il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate nel 2015, Pietro Caltagirone.

L'indagine "Smile" che ha tolto il sorriso alla Sanità in Lombardia, innescando un vero e proprio terremoto che ha fatto tremare alcune poltrone, è iniziata nell'ottobre del 2013 quando il componente di un collegio sindacale di un'azienda ospedaliera ha denunciato la presenza di anomalie nell'affidamento dei servizi e nella gestione degli appalti per i servizi di odontoiatrici. Gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano hanno coinvolto diverse province lombarde, da Monza e Brianza a Varese, passando per Milano, Como, Brescia e Bergamo. Nel mirino degli inquirenti sono finite le strutture sanitarie dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate, di Melegnano, l'Ospedale Bolognini di Seriate, l'Ospedale di Circolo di Busto Arsizio e qualche struttura privata accreditata con il sistema sanitario nazionale. 

Al vertice del sistema gli inquirenti hanno individuato l'imprenditrice Maria Paola Canegrati, titolare della società Odontoquality di Arcore, che attraverso rapporti personali, scambio di favori e influenze a livello amministrativo e politico sarebbe riuscita a pilotare le gare d'appalto per i servizi del settore che, ininterrottamente, dal 2004 ad oggi, hanno fruttato 400 milioni di euro. Le gare bandite erano sostanzialmente formali e il gruppo imprenditoriale, grazie alla rete di influenze e alla corruzione, attraverso fatture emesse per consulenze o assunzioni di congiunti di politici e funzionari in alcune delle società controllate dall'imprenditrice, riusciva sempre a ottenere il monopolio della gestione. In manette oltre al consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi, presidente della "Commissione - Sanità e politiche sociali" e al suo braccio destro Longo sono state arrestate le rispettive mogli, il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate nel 2015 e il Direttore Amministrativo del 2010 della stessa azienda ospedaliera. 

Il gruppo imprenditoriale attraverso questo sistema criminale e ai bandi di gara "cuciti su misura" riusciva a ottenere la gestione dei servizi del settore controllando la calendarizzazione delle visite, il personale e le modalità di prenotazione, danneggiando i cittadini attraverso il prolungamento dei tempi di attesa per le visite e inducendo l'utenza a scegliere prestazioni a pagamento. Tre le scorrette commesse c'è stato anche l'innalzamento dei prezzi delle prestazioni per fare in modo che non vi fosse più convenienza nella scelta del sistema sanitario pubblico rispetto al regime privato.

Nel corso dell'indagine gli inquirenti hanno documentato le fatture emesse per fittizie consulenze, le assunzioni pilotate nelle aziende dell'imprenditrice e il raggiro di funzionari pubblici corrotti attraverso lo scambio di favori e la cessione di denaro per mezzo delle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. "L'ascolto ha permesso di comprovare come l'indagata abbia operato per assicurarsi la copertura politica" ha spiegato il procuratore aggiunto Luisa Zanetti. Insieme alle personalità politiche e a esponenti della ex Dirigenza dell'Azienda Ospealiera di Desio e Vimercate, sono stati arrestati anche funzionari pubblici, dipendenti, infermieri e medici messi "a libro paga" delle imprese facenti capo all'imprenditrice Maria Paola Canegrati, consentendo al gruppo criminale di agire per anni, attraverso una rete di appoggi e connivenze, "al di là di ogni regola di equità e trasparenza". 

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