Desio, al comando un uomo solo: la lotta di Corti contro la burocrazia

Il sindaco di Desio Roberto Corti adesso è un uomo solo. Solo nei corridoi del palazzo di piazza Giovanni Paolo II, solo nell'affrontare le domande dei cronisti. Solo contro il potere sordo della burocrazia.

Il sindaco di Desio Roberto Corti: in Comune è solo (Ap/Monza Today)

DESIO - Il sindaco di Desio Roberto Corti adesso è un uomo solo.  Solo nei corridoi del palazzo di piazza Giovanni Paolo II, solo nell'affrontare le domande dei cronisti, solo nel metterci la faccia ogni volta che la sua città finisce sui giornali per fatti di corruzione, appalti, 'ndrangheta. 

Appena tre mesi fa, dopo la perquisizione in Comune, ad affrontare i giornalisti assieme a lui c'era Lucrezia Ricchiuti. Ma da quando il vicesindaco si è guadagnata un posto Parlamento ed è salita sull'aereo per Roma, a Corti manca la spalla su cui appoggiarsi nell'impresa, titanica, di fermare un ingranaggio che ha girato nella stessa direzione per  quarant'anni. Per farlo ripartire. In direzione opposta. 

CORTI-RICCHIUTI: LA STRANA COPPIA ANTI-ILLEGALITA'

LE BUCHE E I "DANE' " - "Il problema" - riflette amaramente  il primo cittadino - " è che a Desio ci si preoccupa di più della buca stradale sotto casa che della presenza dell'illegalità in settori strategici come quello degli appalti".

Ragionare a breve termine, farsi i fatti propri. Badare al sodo. Tipico brianzolo, tipico di una terra verde che, troppo impegnata a raccogliere danè, si è lasciata violentare da una colata di cemento che ne ha divorato l'essenza. "Una volta l'ho spiegato ai bambini: se un'opera destinata a durare quindici anni diventa inservibile dopo cinque, significa che la paghiamo tutti  tre volte". Morale della favola: a certe cose conviene stare attenti. 

BUROCRAZIE - Ma la partecipazione, si sa, di questi tempi è un miraggio; e quando si tratta di 'ndrangheta, la paura fa il resto.

L'altro problema, però, quello che Corti non può rivelare, intento com'è a salvare il salvabile di un Comune che si è guadagnato una "nominata" di tutto rispetto, è che i politici cambiano, ma le burocrazie restano.

L'operazione Crimine- Infinito condotta in parallelo dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Milano e Reggio Calabria nel luglio del 2010 spazzò via un'intera amministrazione politica a Desio. Una maggioranza  ritenuta dagli elettori colpevole di non aver saputo vedere quello che accadeva in città. O forse di non averlo voluto vedere.   Il processo è ancora in corso, ma per un giudizio morale non serve aspettare i tribunali.

La burocrazia, però, è ancora lì: esattamente dov'era. Sopravvissuta ai politici,  conscia di esercitare un potere che prescinde dagli schieramenti. Un potere sordo, che si esplica nel ritardo di una pratica, nell'accelerazione di un'altra, nella "dritta" alle persone che contano; nel silenzio, quando il momento lo richiede. 

CAMBIA IL VENTO - Non se lo aspettavano, in piazza Giovanni Paolo II, che il vento sarebbe cambiato, e  che sarebbe accaduto tanto in fretta. Che per farlo bastasse eleggere una persona al di sopra di ogni sospetto, con una storia pulita  (ce ne sono ancora) e la voglia di rimboccarsi le maniche.  

I carabinieri in  Comune a  Desio ce li ha mandati lui, Roberto Corti: per capire che cosa significa, è bene ricordarsi che si tratta del posto in cui  da due anni il primo cittadino entra tutti i giorni per lavorare; ma anche del luogo in cui gli accusati lavorano tutti i giorni, da molto prima. 

Le burocrazie, sosteneva Weber,  sono un tratto fondamentale dello Stato moderno: consentono di gestire la cosa pubblica secondo criteri di imparzialità, gli stessi attraverso cui sono state selezionate. Va da sè che lo studioso tedesco, teorico dei "tipi ideali", si riferisse a un modello astratto: utile per spiegare il concetto, ma non  certo esaustivo sotto il profilo reale. 

Declinando la parola nel quotidiano, i "burocrati" fanno - ovunque -  casta a sè, una casta che sul posto di lavoro smista pratiche, mette timbri, prende il caffè alla macchinetta, e trascorre molte ore assieme.  Dopo tanti anni, capita di lasciarsi un po' andare, di provare amicizia per quel vicino di scrivania che in fondo non così è antipatico. Magari ci si incontra con le famiglie, si passa qualche giornata fuori, si mangia al ristorante.

LA GUERRA ALLE SLOT  - Tutte cose normali, piacevoli, che rendono la vita più dolce. Ma è anche così che un sindaco in prima linea contro l'illegalità; un sindaco che ha cercato di limitare lo strabordare delle sale slot sul territorio comunale (non è compito suo, gli ha risposto il TAR); un sindaco esposto in prima linea nel momento  in cui la città del Papa finisce sui giornali solo per fatti legati alla mafia più sanguinosa e potente su scala mondiale, può sentirsi solo.

LA FATICA DEL QUOTIDIANO - Se Corti lascerà sopraffatto da tutto questo, e da un quotidiano sempre più faticoso, difficilmente Desio troverà di meglio. Lui non ha nessuna intenzione di mollare, ovvio: si tratta di una nostra ipotesi, di un campanello d'allarme. Ma non vorremmo trovarci un giorno a commentare questa notizia.

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Nonostante il tono di voce cambi quando deve difendere il suo Comune, e diventi forte come quello di un padre a cui attaccano i figli, dietro la maschera il sindaco è ben consapevole di quanti e quali siano i problemi a Palazzo. "La gran parte di chi lavora qui è onesta - precisa -.  Ma - e la voce cala impercettibilmente, involontariamente - quando c'è qualcosa che non va sono i funzionari i primi a doverlo segnalare". E non importa che i politici, anche i migliori, dopo cinque anni cambino. 

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