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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Arrestata banda di spacciatori: blitz della polizia e fuga sui tetti

L'intervento al confine con la provincia di Monza e Brianza

Sgretolato un sodalizio criminale dalla polizia di Stato: era una banda composta da uomini di origine marocchina, fratelli, che spacciavano cocaina in tutto il territorio di Erba, al confine con la provincia di Monza, irregolari in Italia. Come riferiscono i colleghi di QuiComo sono state arrestate 5 persone, sequestrati cocaina e denaro in contanti. 

Il blitz

Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 18 maggio, le pattuglie della squadra mobile della questura di Como si sono messe alla ricerca di B.A., ultimo dei fratelli, rimasto libero, e lo hanno arrestato a Solaro (Milano), alla guida di una della tante macchine a disposizione del gruppo criminale dedito allo spaccio di stupefacenti. L'arresto è arrivato dopo un' indagine coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Como.

Le indagini

L'indagine era cominciata nel mese di febbraio quando, partendo da un’attività info-investigativa della sezione Antidroga della squadra mobile, i poliziotti avevano sequestrato piccole dosi di stupefacenti ad alcuni acquirenti, tutti nel territorio di Erba e tutti collegati a un unico gruppo di spacciatori. In poco tempo, gli agenti si sono messi sulle tracce del sodalizio criminoso e, con l’aiuto di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono riusciti a delineare ruoli, modus operandi e fonti di prova a carico degli indagati. Il gruppo era composto da quattro soggetti principali: 3 fratelli - M. B. (classe 1988), M. A. (classe 1992), M. E. (classe1994) - più un quarto soggetto, E. M. (cl. 2002). Tutti originari del Marocco e irregolari sul territorio nazionale, tutti (tranne M. B., il più grande, per la prima volta in Italia) con precedenti di polizia, avevano messo in piedi una fiorente attività di spaccio nel territorio di Erba e dintorni. Avevano a disposizione telefoni intestati a prestanome così come automobili a noleggio o di proprietà di terze persone. Tutto il giorno, e fino a tarda sera, organizzati in turni e quasi sempre in coppia, giravano in lungo e in largo la zona dell’erbese, incontrando gli acquirenti per strada, riuscendo a compiere decine di cessioni di droga al giorno. Sempre molti attenti all’eventuale presenza di forze di polizia intorno, nascondevano in un bosco la droga invenduta a fine giornata.

L'organizzazione

I ruoli erano ben definiti: il fratello più grande, chiamato sempre ossequiosamente con il soprannome di “figlio del pellegrino”, si occupava della gestione della cocaina, del taglio e del confezionamento; B. A. e B. E., invece, acquistavano e vendevano la cocaina, in coppia o da soli, oppure aiutati dal giovane. I poliziotti hanno anche seguito le mosse degli spacciatori, oltre che con l’attività di intercettazione con servizi specifici di osservazione e sequestri. Gli affari andavano talmente bene che B. A., una mattina di marzo, mentre era da solo sull’auto, dopo l’ennesima vendita, avrebbe commentato in arabo: "si guadagna bene con la bianca". Al termine dell’indagine, durata circa due mesi, proprio B. A., la settimana scorsa, avrebbe espresso il desiderio di tornare in Marocco in pochi giorni. A quel punto, su autorizzazione dell’autorità giudiziaria, che coordina le indagini, i poliziotti della squadra mobile di Como hanno organizzato nell’arco di pochissime ore i fermi nei confronti dei quattro soggetti, per impedire eventuali partenze.

La corsa sui tetti

Così, all’alba della della mattina di venerdì scorso, 13 maggio, gli agenti sono andati nelle due case dove avevano individuato essere le dimore degli indagati. Una a Canzo (Como) dove veniva subito trovato e fermato B. E. e una a Proserpio (sempre nel Comasco), dove invece si trovavano gli altri due fratelli e E. M.. Questa seconda casa era usata come la base operativa del gruppo. I poliziotti sono andati in forze e hanno circondato la casa. Mentre cercavano di aprire la porta di ferro chiusa a chiave, i tre indagati scappavano sul tetto da un buco nel controsoffitto. In pochi attimi i poliziotti riuscivano a forzare la porta d’ingresso e hanno visto i tre indagati fuggire, scalzi, da un tetto a un altro. Proprio in quel momento, uno di loro ha urlato di dolore come se si fosse ferito durante la fuga. Nel cercare di impedire la fuga un agente della squadra mobile è caduto dal tetto dell’abitazione e si è procurato contusioni multiple ed una frattura vertebrale. Immediatamente, gli agenti si mettevano alla caccia dei fuggitivi che, però, erano già entrati nel fitto bosco di Proserpio, vicino alle case del piccolo paese. Le ricerche, incessanti, anche con l’aiuto dell’unità cinofila antidroga della polizia di Stato, proveniente dalla questura di Milano, portavano poco dopo all’individuazione di uno dei fuggitivi, B. M., ferito al piede da un profondo taglio causato dalla fuga precipitosa a piedi nudi.

Droga e contanti

Nelle due case i poliziotti hanno sequestrato circa 20 mila euro in contanti e i documenti degli uomini poi martedì 17 maggio, il gip del tribunale ordinario di Como ha emesso le misure cautelari in carcere a carico dei due fuggitivi, E. M. e B. A. Subito gli agenti dell’Antidroga si sono rimessi alla ricerca degli indagati e hanno intercettato E. M.,insieme a un altro ragazzo di origine marocchina e irregolare, a bordo di un auto, a Erba con addosso circa 50 grammi di cocaina divisa in dosi e mille euro in contanti. Mentre al primo veniva notificata l’esecuzione della misura cautelare, il secondo è stato tratto in arresto in stato di flagranza. Infine, ieri pomeriggio 18 maggio, mancava solo l’ultimo componente della banda. B. M. La sezione Antidroga, con un ultimo sforzo info-investigativo, è riuscita a scoprire quale fosse la nuova macchina che usava e si è messa alla ricerca dell’indagato. Nelle prime ore del pomeriggio è stata individuata l’auto ferma a Solaro, davanti al Parco delle Groane e, pochi minuti dopo, appariva M. A. dalla fitta boscaglia. Appena entrato in macchina, non ha avuto nemmeno il tempo di metterla in moto perché sono intervenuti sei poliziotti. L'uomo ha tentato in tutti modi un’ultima fuga ma, nonostante il lieve ferimento di due agenti, è stato prontamente bloccato e portato al Bassone.

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