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La cocaina e gli affari di "Genny Savastano" tra la Brianza e Milano: 24 arresti della polizia

I dettagli dell'Operazione Lockdown con cui è stata denominata l'inchiesta che martedì mattina ha fatto scattare le manette tra Milano, Monza, Torino, Bergamo e Sassari per un gruppo impegnato nello spaccio di droga nel periodo delle restrizioni a causa dell'emergenza coronavirus

Gli affari non si sono fermati nemmeno con il lockdown. Anzi, quando la richiesta aumentava e la "forza lavoro" scarseggiava era lo stesso "capo" a mettersi al volante ed effettuare le consegne. Per fidelizzare i suoi acquirenti e soddisfare le richieste. Da qui il nome "Operazione Lockdown" con cui è stata denominata l'inchiesta che martedì mattina ha fatto scattare le manette tra Milano, Monza, Torino, Bergamo e Sassari per un gruppo impegnato nello spaccio di droga nel periodo delle restrizioni a causa dell'emergenza coronavirus. 

L'indagine, seguita dagli agenti del commissariato Comasina e dagli uomini della Squadra mobile, è nata dai servizi di controllo del territorio e dalle dichiarazioni di alcuni pentiti. I poliziotti, spiegano da via Fatebenefratelli in una nota, hanno così individuato "tre livelli di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti nella zona a nord di Milano". Gli arrestati facevano parte di due gruppi di cittadini italiani che si "preoccupavano" delle piazze di spaccio e di un terzo gruppo di albanesi che invece pensava al rifornimento di cocaina, hashish e marijuana per i complici, occupandosi del traffico e della distribuzione della droga. 

VIDEO | Gli arresti tra Milano e la Brianza

"Ciascun gruppo interagiva con gli altri mediante reciproca collaborazione e supporto rispettivamente nella custodia, fornitura e cessione di diversi tipi di stupefacente" e agli atti ci sono poi elementi che lasciano intuire rapporti di alcuni degli indagati, in particolare gli albanesi, con famiglie di spessore criminale come i Flachi e i Pompeo.

La cocaina e gli affari di "Genny Savastano"

Un soprannome che lo precedeva: Genny Savastano, come il boss reso famoso dalla serie televisiva Gomorra. Trentasei anni, noto al secolo come Eupeprio C., residente a Cormano, gli investigatori sono arrivati a individuare nel 36enne uno degli esponenti di spicco della rete di spaccio dopo l'arresto di uno dei suoi "cavalli", avvenuto nel novembre 2019 quando il giovane dipendente fu trovato in possesso di 7mila euro in contanti e di 120 grammi di cocaina che deteneva proprio per conto del 36enne.

Le consegne venivano effettuate più volte al giorno, anche in luoghi diversi. Nonostante le restrizioni del lockdown: in una sola giornata ad esempio nel febbraio del 2020 da Bonate Sotto, nella Bergamasca, si era spostato a Cormano e poi a Milano, in vie e zone differenti, da acquirenti diversi. E in più occasioni si era spinto fino alla Brianza, tra Seregno e Brugherio, per soddisfare le esigenze della clientela. Per riferirsi alla droga - come documentato dalle intercettazioni - venivano usati termini spesso estranei al contesto come "lampadina" o "regalo". Prima della consegna avveniva di norma una telefonata di contatto e ad affare concluso - se a occuparsene era un "cavallino" - non mancava la chiamata di conferma. Tutte conversazioni che ora sono finite agli atti dell'indagine.

I guanti e il gel rubato in ospedale per lo sconto per la "coca"

In pieno lockdown, nel febbraio del 2020, tra i clienti incontrati dal 36enne c'è anche un infermiere di professione che durante lo scambio a bordo della Mercedes dell'indagato avrebbe consegnato una serie di prodotti sanitari tra cui mascherine chirurgiche e disinfettante per le mani di cui si sarebbe verosimilmente appropriato nella struttura sanitaria in cui opera. "Perché ho smontato dalla notte…ascoltami…queste sono le mascherine…queste sono quelle chirurgiche e queste FP3..capito?..Questa è l’amuchina…va bene?..fanne quello che vuoi!...Questo è disinfettante per le mani…..Questo è disinfettante chirurgico…costa un botto di soldi…questo lo diluisci …ti fai i tagli alle mani…questo è ottimo..Le mascherine quando ne ha ancora di più te le do senza problemi…". E al momento del saldo della dose, inevtabile è arrivato un cospicuo sconto. "Vedi che il dottore dove sono andato adesso mi ha dato mascherine, amuchina, sapone per le mani. Stasera porto tutto a casa"riferisce subito dopo il 36enne con un messaggio vocale alla moglie l'uomo. 

VIDEO | Arresti traffico di droga 

Da Monza e Concorezzo per di 8mila euro di cocaina

C'è anche la Brianza nella geografia degli spostamenti della cocaina smerciata dai gruppi criminali finiti al centro dell'inchiesta della polizia di Stato. In particolare tra Caponago, Monza e Concorezzo sarebbe stata effettuata una consegna di cocaina per un valore di quasi 9mila euro. La sostanza - due etti in totale - sarebbe stata prelevata da un appartamento, riposta in una busta di plastica di un supermercato e poi a bordo di un'auto avrebbe raggiunto Monza, dove in un parcheggio di un ipermercato in viale Libertà ci sarebbe stata la conferma telefonica della cessione. E poi il viaggio fino a Concorezzo, con la polvere bianca finita nelle mani di un cittadin marocchino, già ristretto ai domiciliari. 

I sequestri di droga anche in Brianza 

Nell'ambito dell'indagine sono stati effettuati diversi arresti in flagranza di reato e sequestri sul territorio di Monza e Brianza. Lo scorso 8 maggio, ad Agrate Brianza è finito in manette un cittadino albanese e gli agenti hanno messo le mani su cinque chili di marijuana e 1700 euro in contanti. In possesso dell'uomo è stato trovato anche uno smartphone con sistema di messaggistica criptata. Qualche settimana dopo poi a Desio i poliziotti hanno arrestato un uomo italiano e sequestrato quattro chili di marijuana e 610 euro.

Nella stessa giornata poi a Cesano Maderno in manette sono finiti anche altri due cittadini italiani trovati con cinque chili di marijuana, della cocaina e hashish insieme a oltre 10mila euro in contanti.

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