menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

'Ndragheta, maxi blitz in tutta Italia: l'ufficio del "boss" nel mobilificio brianzolo e 18 arresti

Sono oltre 750 gli agenti impiegati all'alba di martedì in tutta la Penisola nel maxi blitz antimafia che insieme alla Lombardia ha coinvolto Liguria, Emilia Romagna ma anche Roma e Salerno

Centosessanta arresti in tutta Italia "per colpire duramente diverse organizzazioni criminali" e un maxi blitz anche in Lombardia che ha visto coinvolti il personale della Squadra Mobile della Questura di Lecco e i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria (G.I.C.O.) di Milano e di Lecco nell’ambito di una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Diciotto gli arresti (dieci persone in carcere e 8 ai domiciliari) nella zona del Lecchese per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoriciclaggio, usura ed estorsione. Le perquisizioni e gli arresti sono scattati all'alba e le operazioni si sono svolte contemporaneamente in Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna, anche per l'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per equivalente per oltre 120.000 euro e delle quote di società utilizzate per le attività illecite.

Nel corso delle numerose perquisizioni, tuttora in corso, sono stati rinvenuti beni di valore ed armi illegalmente detenute. I provvedimenti emessi dal GIP costituiscono lo sviluppo di una complessa attività investigativa, convenzionalmente denominata "Cardine - Metal Money", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e condotta dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria (G.I.C.O.) di Milano e di Lecco e dalla Squadra Mobile della Questura di Lecco L'attività investigativa ha consentito di ricostruire l'esistenza di un sodalizio mafioso operante nella zona di Lecco e capeggiato da Cosimo Vallelonga, già condannato per 416 bis c.p. sia nell'ambito dell'operazione “La notte dei fiori di San Vito” di metà degli anni '90, sia nell'operazione "Infinito" del 2010, e che si ritiene tuttora esponente di spicco della 'ndrangheta lombarda.

Il mobilificio della Brianza usato come “ufficio” del boss

Secondo quanto emerso dalle indagini Vallelonga, una volta scontata l'ultima condanna per 416 bis c.p., avrebbe ripreso i contatti e rivitalizzato il sodalizio mafioso, utilizzando il suo ufficio all'interno del negozio "Arredo Mania” di La Valletta Brianza per ricevere altri esponenti della 'ndrangheta. Qui si dirimevano controversie, si concordavano nuove strategie per eludere i controlli dell’autorità giudiziaria e si incontravano imprenditori locali per l'erogazione di prestiti a tassi usurari. Dal mobilificio brianzolo partivano anche gli investimenti dei proventi delle attività illecite nell'economia legale. Accanto al “boss” della ‘Ndrangheta lombarda risultano coinvolti nel sodalizio altri membri che collaboravano nelle attività di recupero crediti attuate anche con modalità violente ed intimidatorie e nel business dei rifiuti.

Gli affari della ‘Ndrangheta e il business dei rifiuti

Nell’ambito dell’indagine è emersa un'associazione dedita al traffico illecito di rifiuti posta in essere attraverso imprese operanti nel settore del commercio di metalli ferrosi e non ferrosi, con una illecita movimentazione (attraverso l'alterazione dei documenti di trasporto e dei formulari di identificazione dei rifiuti - F.I.R.) di oltre 10.000 tonnellate di rifiuti, ed attuata anche attraverso l'utilizzo di una fitta rete di società "cartiere" che hanno annotato fatture false per circa 7 milioni di euro. Il denaro necessario per gli acquisti “in nero" del materiale ferroso proveniva da provviste su conti correnti intestati a prestanome e prelevate quotidianamente presso sportelli bancari e postali, per circa 30 milioni di euro in un triennio.

Nel corso delle attività è stato sottoposto a sequestro anche un pericoloso carico di rifiuti radioattivi, composto da 16 tonnellate di rame trinciato, proveniente dalla provincia di Bergamo, bloccato dalla Polizia Stradale di Brescia nel maggio 2018.I proventi del business poi venivano riciclati e impiegati anche nella costituzione di nuove attività economiche attive nella ristorazione e nel commercio di autovetture. L'attività investigativa ha infine consentito di riscostruire i singoli episodi di usura, in danno di almeno 8 persone versanti in condizioni di difficoltà economiche, tra cui diversi imprenditori lombardi, e di quantificare in circa 750.000 euro il capitale erogato con tassi di interesse fino al 40 per cento annuo; nonché di disvelare la commissione di gravi condotte estorsive finalizzate al recupero delle somme oggetto delle illecite dazioni, perpetrata anche attraverso minacce di morte e con l'utilizzo di armi da fuoco.

Operazione anti-'ndrangheta: gli arrestati

Le manette sono scattate per Cosimo Vallelonga (classe 1948 di La Valletta), Danilo Monti (classe 1991 di Valmadrera, già in carcere per un omicidio commesso nel settembre del 2018 in Calabria), Vincenzo Marchio (classe 1983 di Calolziocorte, figlio di Pierino), Luciano Mannarino (classe 1989 di Brivio), Alessandro Malacorda (classe 1985 di Calolziocorte), Vincenzo Pace (classe 1998 di Calolziocorte), Claudio Gentile (classe 1983), Fabrizio Motta (classe 1976), Benedetto Parisi (classe 1970 di Mandello), Paolo Valsecchi (classe 1960 di Calolziocorte). Diversamente, sono finiti ai domiciliari Santo Parisi (classe 1944), Jennifer Buonavoglia (classe 1984 della provincia di Bergamo), Claudio Bissola (classe 1982 della provincia di Bergamo), Clara Ferrari (classe 1973 della provincia di Bergamo), Vincenzo Geroldi (classe 1974 della provincia di Brescia), Roberto Novelli (classe 1969 della provincia di Bergamo), Marco Ricci (classe 1962 della provincia di Bergamo), Michele Leone (classe 1985 della provincia di Monza).

Arredomania: "Titolare e dipendenti estranei ai fatti"

"Il titolare di Arredomania, i suoi collaboratori e dipendenti, sono totalmente estranei alle vicende relative a detta indagine e alle relative contestazioni, che non li riguardano in alcun modo" spiegano i legali in una nota. "A conferma di ciò, va doverosamente segnalato che l’attività commerciale del negozio sta proseguendo in modo assolutamente regolare, non essendo gli esercenti destinatari di alcun provvedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MonzaToday è in caricamento