Omicidio Molteni, in manette anche la ex moglie e un commercialista di Seregno

Svolta nelle indagini per l'uccisione dell'architetto brianzolo Alfio Molteni avvenuto lo scorso 14 ottobre 2015 a Carugo

Alfio Molteni

A meno di un anno di distanza dalla morte di Alfio Molteni gli investigatori hanno chiuso il cerchio e arrestato altre due persone coinvolte nell’omicidio dell’architetto brianzolo Alfio Molteni, avvenuto lo scorso 14 ottobre 2015 a Carugo.

Mercoledì all’alba i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Como e del Raggruppamento Operativo Speciale di Roma - Reparto Crimini Violenti, hanno fatto scattare le manette per la ex moglie di Molteni, Daniela Rho, 46 anni, e Alberto Brivio, commercialista di Seregno di 49 anni.

I due sono accusati di essere i mandanti degli atti persecutori perpetrati ai danni dell'architetto Alfio Molteni tra cui l’incendio dell’autovettura Range Rover dell’architetto Molteni del maggio 2015 e dell’intimidazione avvenuta con l’esplosione di otto colpi di arma da fuoco contro la finestra dell’abitazione della vittima. Le accuse per i due arrestati riguardano anche la detenzione e il porto di armi e il concorso in omicidio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti all’origine del coinvolgimento della ex moglie e del commercialista nel delitto ci sarebbe la separazione problematica tra Molteni e la Rho. Le persecuzioni e le intimidazioni si sarebbero susseguite, in una escalation di violenza giunta all’apice con l’omicidio, in seguito alla revoca da parte di Alfio Molteni del suo consenso all’accordo di separazione consensuale con l’ex moglie.

Sarebbero dunque stati Daniela Rho e Alberto Brivio a commissionare a Michele Crisopulli e Vincenzo Scovazzo, dietro compenso di dieci mila euro, l’omicidio di Alfio Molteni.

“Il movente di tutti i reati contestati ed in particolare dell’omicidio del 14 ottobre 2015 va ricondotto alla turbolenta separazione tra la vittima Alfio Molteni e Daniela Rho” hanno spiegato gli inquirenti al termine dell’indagine – “ai contrasti intercorsi tra i due sull’affidamento delle figlie (che la RHO cercava di ottenere in via esclusiva). Le indagini hanno altresì evidenziato che gli atti intimidatori antecedenti l’omicidio sono stati utilizzati dalla RHO per dipingere Molteni come persona dalle frequentazioni equivoche e pericolose e come pretesto perchè a Molteni fosse impedito, da parte del Tribunale di Como, di vedere le figlie, per preservarne la incolumità”.

Nelle tre precedenti fasi dell’indagine erano stati arrestati i due responsabili del furto (commesso il 9 ottobre 2015 a Bovisio Masciago) della Fiat Uno utilizzata dagli esecutori materiali dell’omicidio per recarsi a Carugo a uccidere la vittima, gli esecutori dell’omicidio e le figure che avevano contribuito a mettere a segno gli atti persecutori e a portare a termine il disegno criminale.

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