Prostituzione e droga, maxi indagine con 25 persone in manette: un arresto a Monza

Arrestati in 25: avevano il monopolio della prostituzione. Ecco quanto "vale" una ragazza

Il loro era un monopolio vero. Con la forza dei numeri e delle minacce erano riusciti a stabilire il loro dominio su quasi tutta la cerchia della città. E, con gli stessi metodi, erano stati in grado di stabilire il prezzo di una donna e dello "spazio". La Squadra Mobile di Milano, diretta da Lorenzo Bucossi, ha arrestato nella giornata di martedì venticinque persone - una è stata fermata a Monza, tre a Como e il resto sotto la Madonnina - accusate di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e traffico di droga. Gli uomini finiti in manette - tutti originari di Fier, città albanese a cento chilometri da Tirana - erano riusciti a diventare i "padroni" delle prostitute di mezza Milano, imponendo alle stesse donne e ai loro eventuali protettori il pagamento di una vera e propria tassa.

capi zona prostituzione-2-2

Le indagini, iniziate nel 2015, sono partite dalla denuncia di una giovane stufa di essere vittima del racket e hanno portato alla luce uno scontro tra "Maca" - questo il nome di uno sfruttatore romeno - e il clan degli albanesi, che ha poi avuto la meglio. 

Diecimila euro al mese da ogni ragazza

Negli anni, infatti, ha sottolineato Bucossi, "nessuno ha avuto il coraggio di mettersi contro venticinque persone" e così il gruppo ha consolidato sempre di più il proprio dominio, arrivando a controllare trentacinque ragazze. 

I capi zona - i tre albanesi lo "zio", "Kaci" e "Ori" - pretendevano dagli sfruttatori un "pizzo" fisso tra i cinquanta e i cento euro al giorno per far prostituire le "loro" donne, che in alcuni casi riuscivano a guadagnare fino a cinquecento euro a sera. Il giro di affari per ognuno degli albanesi si aggirava attorno ai diecimila euro al mese a ragazza, tanto che durante gli arresti e le perquisizioni i poliziotti sono riusciti a mettere le mani anche su 37mila euro in contati.

Le strade sotto il controllo dei clan

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Diecimila euro per un angolo di strada

La stessa banda, hanno accertato gli investigatori, oltre a pretendere il "pizzo" sulle ragazze, metteva in vendita ai loro sfruttatori anche i pochi metri di marciapiede per farle prostituire.

L'acquisto di un angolo di strada poteva portare al clan anche diecimila euro, soldi che venivano poi reinvestiti per far arrivare le ragazze dall'Est - spesso con la promessa di un lavoro - o per comprare eroina e cocaina da vendere al dettaglio, tanto che durante l'indagine gli agenti hanno arrestato per spaccio undici persone. 

Il clan - unito anche da legami di sangue - faceva rispettare il proprio monopolio con ritorsioni violente e minacce. E per chi non voleva pagare c'era una pistola Browning calibro 7,65 già pronta.

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