Rapinavano farmacie e super: un arresto anche in Brianza

In manette quattro giovani stranieri che dopo i colpi fuggivano su una "Mito rossa" individuata dagli inquirenti: tra loro anche un 18enne residente a Besana Brianza

I rapinatori prima di entrare in azione

C'è anche un 18enne residente a Besana Brianza tra i tre giovanissimi rapinatori arrestati dai carabinieri di Merate mercoledì nell'operazione "Mito rossa" che, grazie alle telecamere di sorveglianza comunali, ha permesso di far scattare le manette per i malviventi.

La banda era specializzata in farmacie e in colpi ai supermarket, tutti messe a segno in negozi della Bianza lecchese: insieme a tre ragazzi risulterebbe coinvolta anche la fidanzata di uno di loro e un "quarto uomo". Gli accusati sono tutti giovani sotto i 25 anni: si tratta di Soufiane Essalhi, marocchino classe 1993 e senza fissa dimora, già in carcere a Pescarenico, Arbi Tosku, nato in Albania nel ’92 e residente a Barzanò, e Soltan Al Gasem, 18enne nato a Dubai da genitori marocchini e oggi residente a Besana Brianza.

I tre sono ritenuti responsabili a vario titolo delle rapine, messe in atto insieme al "quarto uomo" Maltin Cela, 23 anni, già individuato dai carabinieri e attualmente agli arresti domiciliari a Valmadrera. Durante uno dei colpi infatti, il 22 agosto scorso, i militari erano riusciti a catturare Maltin Cela a Molteno, mentre cercava di fuggire dopo la rapina al supermarket, e dal suo arresto sono partite le indagini che hanno permesso, grazie alle analisi dei sistemi di videosorveglianza comunali, prima di risalire all'auto utilizzata per tutte e quattro le rapine, l'Alfa Mito rossa in uso a Tosku, e poi all'identità degli altri tre malviventi.

Per la 19enne K.C., residente a Garbagnate Monastero e fidanzata con uno dei quattro arrestati, è invece scattato l’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia Giudiziaria: la giovane compagna di Soufiane Essalhi, infatti, sarebbe accusata di averlo aiutato dapprima a sottrarsi alle ricerche dei Carabinieri, e in seguito ad eludere le investigazioni condotte nei suoi confronti.

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Le armi utilizzate durante i "colpi", una pistola semiautomatica e un revolver, entrambi a salve, erano già state recuperate e sequestrate nel mese di agosto, dopo l’ultimo colpo, abbandonate dai malfattori in fuga nel centro di Molteno. Oltre a queste, i carabinieri hanno recuperato un coltellaccio da macellaio che poteva essere utilizzato in caso di un’eventuale reazione da parte delle vittime. 

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