Via dal marito violento, lui e il figlio vengono a riprenderla: arrestati

La donna aveva deciso di scappare dal Sud Italia e di rifugiarsi a Monza dopo oltre dieci anni di violenze. Ma l'uomo non si è arreso

Arrestati dalla polizia

Per dieci anni ha subìto, sopportato, quasi accettato in silenzio, quelle botte. Per dieci lunghi anni è stata la vittima muta di un “marito padrone” violento e aggressivo. Anche l’ultimo disperato gesto, la fuga dalla sua città, è stato inutile per lei, una quarantenne campana. Perché suo marito, in compagnia di loro figlio, l’ha raggiunta a Monza per convincerla - a suo modo - a tornare a casa. 

A porre fine all’incubo della donna sono stati gli agenti del commissariato di polizia di Monza, che mercoledì mattina hanno arrestato S.S., quarantacinquenne residente in Campania con vari precedenti penali, e C.S., il figlio ventunenne della coppia. Per l’uomo le manette sono scattate con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, minacce e maltrattamenti in famiglia; per il più giovane i reati ipotizzati sono quelli di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, minacce e danneggiamento aggravato. 

Gli uomini del commissariato di Viale Romagna sono intervenuti mercoledì mattina in un appartamento di San Fruttuoso per una lite domestica. Al loro arrivo, gli agenti - allertati dai vicini di casa - hanno trovato il quarantacinquenne che aggrediva sua moglie verbalmente e fisicamente, mentre il figlio preparava la valigia della donna, per costringerla a tornare a casa. 

Calmati gli animi, non senza fatica, i poliziotti hanno scoperto che quella che all’apparenza era una semplice lite domestica, nascondeva, in realtà, anni di aggressioni e vessazioni. La donna, infatti, ha raccontato di essere scappata dalla sua città perché stanca delle continue violenze e di aver trovato “rifugio” a Monza in una casa di San Fruttuoso, di proprietà di un suo conoscente. 

Neanche la lontananza, però, è servita a placare la rabbia del “marito padrone”. Anzi. L’uomo, con l’aiuto della fidanzata del figlio - anche lei ventenne - è riuscito a scoprire dove sua moglie si stesse nascondendo. Quindi, la ragazza ha contattato la quarantenne chiedendole ospitalità, spiegandole di voler momentaneamente lasciare la Campania dopo aver “rotto” con il fidanzato. 

La mattina dopo, mercoledì, il piano del quarantacinquenne è arrivato al punto finale. L’uomo, in compagnia del figlio, si è fatto aprire la porta dalla ragazza - poi trovata in casa dagli agenti - e ha sorpreso sua moglie ancora a letto. Poi, l’ha aggredita, insultata e obbligata - con l’aiuto del figlio - a preparare la valigia per tornare a casa. 

A scrivere la parola fine è stata la polizia, che è riuscita ad arrestare i due, nonostante la loro resistenza e i calci e i pugni, sferrati dal più giovane, alla volante e un’altra auto in sosta. Il quarantacinquenne è stato già trasferito nel carcere di Monza; suo figlio è stato processato per direttissima giovedì mattina. 

La donna, invece, è stata accompagnata in commissariato, dove ha denunciato tutto. Anche di quella volta in cui suo marito con un pugno le aveva rotto il naso e l’aveva poi accompagnata al pronto soccorso per non destare sospetti. Uno sfogo breve ma dettagliato e intenso quella della donna con gli agenti. Uno sfogo che ha chiuso dieci anni di silenzi e paure. 

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