Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Tossicodipendente denuncia il suo pusher: scoperta rete di trafficanti

In manette ventinove persone: sono accusate di traffico di stupefacenti e detenzione e cessione di armi da fuoco. A mettere tutti nei guai, un tossicodipendente

Sono cominciati dalla notte tra martedì e mercoledì gli arresti di 29 persone accusate di appartenere a tre distinti gruppi criminali dediti al traffico di stupefacenti e di armi nel nord Italia. Gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con il Commissariato di Sesto San Giovanni, hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal gip del tribunale di Milano, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. 

Le 29 persone sono indagate a vario titolo per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, per lo più cocaina ed hashish, cessione di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di armi da fuoco ed estorsione volta ad ottenere il pagamento di una partita di sostanza stupefacente.

I fatti, risalenti a quasi tutto il 2013, sono stati commessi nella provincia di Milano, Monza-Brianza, Novara ed Imperia. 

Durante le prime fasi delle indagini, svolte nel 2013, erano già stati operati 13 arresti, sequestrando complessivamente 26 kg di cocaina, 6 kg di hashish, 5 armi da fuoco ed un ordigno esplosivo.

L'operazione è stata ribattezzata 'Car Wash'. Alcune delle 29 persone implicate erano in rapporti con esponenti della cosca Mancuso di Limbadi, ma gli inquirenti hanno precisato che non si tratta di un'operazione anti 'ndrangheta.

L'indagine è partita dalla denuncia di un tossicodipendente di Cinisello Balsamo, sottoposto a minacce per una somma non pagata da un piccolo spacciatore che vantava rapporti con pregiudicati calabresi più pericolosi, e ha condotto alla scoperta di un primo gruppo che spacciava nella zona ed era collegato a un secondo gruppo operante a Barlassina, provincia di Monza e Brianza, e a un terzo gruppo attivo nel novarese.

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro di 8 immobili, tra cui cinque appartamenti in Calabria, tre auto, un bar a Novara e altre due attività economiche. I gruppi avevano diverse basi nelle quali procedevano allo smistamento della droga e delle armi: a Barlassina la villa in cui Francesco Orazio Desiderato, 40 anni, considerato il capo della banda locale, scontava gli arresti domiciliari era diventata una vera e propria centrale.

I poliziotti tenevano sotto controllo l'edificio, ma in una occasione i criminali si sono accorti delle telecamere di sorveglianza installate e le hanno rimosse. A Limbiate, invece, i malviventi controllavano un autolavaggio che serviva da copertura per gli acquisti di droga e come punto di incontro per spedizioni punitive dirette a intimidire i debitori.

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