Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

"Sballo 2.0", spaccio a suon di emoticon: 13 arresti a Monza

Gli investigatori del commissariato del capoluogo brianzolo hanno smantellato un traffico di sostanze stupefacenti tra giovanissimi: per ordinare dosi di droga usavano le emoticon su whatsapp

Un quadrifoglio che non significava "buona fortuna", un boccale di birra che di una bevuta in compagnia non aveva nulla e ancora pigne di libri dove ogni riferimento allo studio era lontanissimo.

Comunicavano così, su whatapp e Facebook a suon di emoticon, i giovanissimi dello "sballo 2.0", finiti in manette, grazie a una brillante operazione del commissariato di Monza.

Tredici in totale le persone arrestate, otto custodie cautelari in carcere e cinque obblighi di dimora, e sessantuno indagati: la rete di spaccio digitale, camuffata attraverso il ricorso a ingenue faccine o disegnini sul telefono, non è passata inosservata agli agenti.

"Sballo 2.0", l'operazione che ha smantellato un giro di droga tra giovanissimi in Brianza

L'indagine era iniziata nel gennaio 2014, dopo che una minorenne era stata ricoverata in stato dissociativo a causa dell’assunzione di ketamina in una discoteca di Milano: da qui la Polizia di Stato aveva cominciato a indagare fino a scovare una complessa rete di giovani e giovanissimi, tutti italiani ed insospettabili, che spacciavano marijuana, hashish, cocaina e droghe sintetiche.

Leggi qui i dettagli dell'operazione.

Per portare alla luce il traffico di stupefacenti gli investigatori hanno dovuto decifrare il linguaggio in codice utilizzato dai giovani spacciatori, sconosciuto alla ordinaria comunicazione dello spaccio. Le più comuni emoticon previste dalla applicazione “WhatsApp” e dal social network “Facebook” rappresentavano i diversi tipi di droga (un quadrifoglio rappresentava ad esempio una dose di marijuana) ed espressioni comuni tra i giovani avevano, in realtà, significati diversi: “andiamo a bere" voleva dire acquistare Ketamina liquida o ancora “10 libri di scienze" indicavano "10 grammi di marijuana”.

Il 17 marzo scorso gli agenti del Commissariato di Monza coadiuvati da personale di altri uffici della Questura di Milano, del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia nonché da altri uffici della Polizia di Stato del nord Italia (Verbania, Bergamo, Desenzano del Garda, Lecco) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Monza nei confronti di 13 degli indagati (8 custodie cautelari in carcere e 5 obblighi di dimora), a cui si aggiungono 39 decreti di perquisizione delegati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza e 10 decreti di perquisizione delegati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, a carico degli altri indagati.

Sequestrati marijuana, hashish, cocaina, ketamina, “francobolli” imbevuti di LSD, denaro proveniente dallo spaccio, banconote false nonché numeroso e vario materiale utilizzato per il confezionamento, il trasporto e l’occultamento degli stupefacenti. Trovata anche una “miniserra”, dotata di lampade e tubi di areazione, per la coltivazione casalinga delle piantine di marijuana.

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