Cronaca Cornate d'Adda

Spaccio nei parchi tra Cornate e Trezzo; ma arrivano le "gazzelle"

I tempi cambiano, le tecniche si aggiornano. Pare che l'ultima "moda" tra gli spacciatori sia quella di nascondersi nelle aree boschive: ma non sempre va tutto liscio

CORNATE D'ADDA -  I tempi cambiano, le tecniche si aggiornano. Pare che l'ultima "moda" tra gli spacciatori sia quella di nascondersi nelle aree boschive: la vegetazione aumenta le possibilità di mimetizzarsi e di scappare senza lasciare traccia in caso di arrivo delle forze dell'ordine. 

L'organizzazione prevede una sentinella posizionata alcune centinaia di metri prima: a lei il compito di avvisare dell'arrivo di "gazzelle" e "pantere". Non di animali della savana si tratta, ma sgradite auto di polizia e carabinieri. 

Non sempre, però,  tutto va per il verso giusto: ne sanno qualcosa E.R. ed E.N. rispettivamente 23 e 27 anni, entrambi nullafacenti, pregiudicati e senza fissa dimora. I due, cittadinanza marocchina, sono stati pizzicati dai militari di Trezzo che li tenevano d'occhio da tempo.

Appostati nei paraggi, hanno visto tutto: il cliente arrivava da una strada secondaria, gli spacciatori uscivano con un balzo dalle frasche, e consegnata la merce, ripiombavano nell'oscurità.

Dalle tenebre dei boschi  a quelle del carcere, la strada è più breve di quanto pensassero: ora si trovano a San Vittore. 

E' andata male anche per il  "palo" della banda: si tratta di un 33enne marocchino che aiutava la coppia segnalando movimenti sospetti. Per lui è scattata una denuncia a piede libero. 

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