Violentata, costretta a travestirsi da zingara e a prostituirsi

Il calvario di Maria - nome di fantasia - , arrivata in Italia nel giugno 2012: sola, accetta un lavoro da una coppia di connazionali, che la sottopongono ad angherie di ogni genere. L'hanno salvata i carabinieri.

MONZA - Era arrivata in Italia lo scorso giugno dalla Romania con una valigia e tante speranze. Dopo qualche giorno l'incontro fortuito con un connazionale che le promette un lavoro come badante della madre. Non le pare vero, e accetta di buon grado. E' l'inizio della fine.  La realtà era ben diversa. Sequestrata, privata dei documenti e costretta a prostituirsi, viveva alla mercè di una coppia di romeni che sotto minacce la costringevano a subire angherie di ogni genere. Come travestirsi da zingara per andare a mendicare davanti ai centri commerciali. Ma anche violenze sessuali e ustioni con un pentolino incandescente.
I CONTROLLI - Tutto è finito venerdì sera in via Cavallotti. Sono stati i carabinieri di quartiere a notare un gruppo di tre persone, due delle quali, intimorite dalle divise, hanno cercato di allontanarsi in tutta fretta. Un atteggiamento che ha insospettito i militari. Da un primo controllo, la giovane donna che chiameremo Maria risulta essere senza documenti e viene portata in caserma.

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LA VERITA' - Lì appare chiaro che qualcosa la turba. Messa a proprio agio, dopo pochi minuti Maria  crolla e scoppia in un pianto a dirotto. Racconta la sua storia. I carabinieri del maggiore D'Ambrosio si precipitano fuori per rintracciare i due aguzzini. Li trovano in via Arosio nei pressi della stazione alle 19:30: stavano cercando di sparire. Sul loro capo ora pendono le accuse di riduzione in schiavitù, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e lesioni. Sono stati trasferiti entrambi nel carcere di Monza. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati ritrovati i documenti di Maria; in un angolo, c'era anche il pentolino usato per bruciarla.

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