Raid vandalici e graffiti sui treni, una perquisizione anche a Monza

Gli agenti della polizia locale hanno bussato alla porta della casa di viale Campania dove M.S., 32 anni, titolare di una galleria d'arte, vive con la famiglia. Sequestrato un pc e disegni

Milano, Piacenza, Arese, Reggio Emilia, Catania e anche Monza e la Brianza. Ha toccato un po' tutta Italia l'indagine che per due anni ha tenuto impegnati gli agenti della polizia locale del capoluogo lombardo volta a identificare i componenti della crew "We Can All" dediti alla realizzazione di graffitti sui treni della metropolitana con raid vandalici violenti e allo spaccio di droga.

I ragazzi che credevano "di poter fare tutto", come specifica lo stesso nome scelto per la banda, sono otto giovani lombardi e uno straniero: tra loro c'è anche un 32enne monzese a casa del quale l'altro giorno si sono presentati anche gli agenti della polizia locale del capoluogo brianzolo per una perquisizione su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano.

Nell'abitazione di viale Campania dove il writer, M.S., vive insieme ai genitori e dove martedì non era presente perchè impegnato in un viaggio a Oslo, la polizia locale ha rinvenuto diverso materiale riconducibile all'attività condotta dal giovane. Nelle mani degli inquirenti è finito un pc, un hard disk, diverse chiavette usb e alcune fotografie di "soggetti artistici" e "opere" realizzate dal 32enne. Su questo materiale verrà poi effettuata una analisi per verificare la presenza di eventuali riscontri con i graffitti attribuiti alla crew. 

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Il 32enne, proveniente da una famiglia benestante e titolare di una galleria d'arte, era già stato arrestato in altre occasioni, per analoghi reati all'estero. I genitori, davanti alla polizia locale di Monza, hanno ammesso di aver sempre dovuto fare i conti con le conseguenze delle scelte inconvenzionali in ambito artistico del figlio fin da quando aveva 14 anni. 

Nell'ambito dell'indagine nove writer sono stati denunciati e due arrestati perchè trovati in possesso di droga. Oltra a imbrattare e lasciare tag sui vagoni di treni e metro infatti la crew coltivava e conservava in casa chili e chili di marijuiana e hashish. Durante le perquisizioni gli agenti hanno trovato nelle abitazioni di due degli arrestati dodici chili di droga, da spacciare per avere la disponibilità economica per potere effettuare i raid vandalici. Oltre alla droga sono state sequestrate bombolette spray, maschere e materiale vario. 

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