Quattro furti in aziende in poche ore, preso l'ottavo ladro della "banda del muletto"

In carcere anche un neodiciottenne senza fissa dimora raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare a Pessano con Bornago

Quattro furti in poche ore usando un muletto per sfondare la porta dei capannoni da ripulire e una fuga in tangenziale lanciando trapani e chiodi dal cassone per seminare i carabinieri. Dopo gli arresti effettuati a luglio dai militari della compagnia di Vimercate, nella mattinata di martedì è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere anche l'ottavo membro della "banda del muletto".

VIDEO | La fuga in tangenziale e i trapani lanciati dal furgone

In carcere è finito un 18enne senza fissa dimora, con famiglia originaria della Bosnia Erzegovina, che dovrà rispondere di concorso in furti aggravati in danno di aziende e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’arrestato, durante la notifica del provvedimento restrittivo, è risultato destinatario, dal febbraio 2019, anche di un ordine di carcerazione emesso sempre dalla Procura per i Minorenni di Milano con una pena di due anni e sei mesi per i reati di rapina, estorsione e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere avvenuti nei comuni di Trezzano Rosa, Grezzago e Trezzo sull'Adda tra giugno e novembre 2017.

Quattro furti in una notte e l'inseguimento 

Le indagini sono scattate a inizio luglio quando i carabinieri della compagnia di Vimercate hanno iniziato a effettuare alcuni accertamenti su quattro diversi furti commessi presumibilmente dalla stessa banda ai danni di aziende di Nova Milanese, Seveso e Cesano Maderno attive nel settore della meccanica di precisione ed arredamento. I colpi, tutti portati a termine con la tecnica della spaccata, sono stati compiuti utilizzando mezzi di trasporto in uso alla banda o muletti presenti all’interno delle ditte e utilizzati per abbattere le porte dei capannoni. 

In quell’occasione, il tempestivo intervento di pattuglie in servizio di controllo del territorio dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Stradale di Arcore aveva messo in fuga gli appartenenti alla banda che sono stati inseguiti per oltre venti km sulle Tangenziali Nord ed Est di Milano fino al campo rom di via Bonfadini a Milano dove hanno fatto perdere le proprie tracce allontanandosi a piedi e abbandonando la refurtiva e il mezzo utilizzato. Grazie alle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza delle aziende è stato possibile identificare alcuni componenti della banda, già noti ai militari operanti per precedenti specifici e, successivamente, di riconoscerne altri e stabilire la comune matrice dei quattro furti del 1 luglio. I sei sono stati colpiti da fermo di indiziato di delitto e la misura è stata recentemente convalidata. Nel blitz di luglio che ha portato ai primi arresti erano stati impiegati 80 militari. 

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