Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Make-up artist e spacciatore: arrestato un cittadino venezuelano

L'indagine è stata condotta dagli agenti della Squadra Investigativa del commissariato di Polizia di Monza: in casa dell'uomo 21 grammi di "Chrystal Meth" e dosi di droga dello stupro

Di professione make-up artist e, tra fondotinta e rossetti, anche spacciatore.

Un uomo di 39 anni di origine venezuelane, Josè Gregorio Morron Delgado, è stato arrestato dai poliziotti del commissariato di Monza dopo un'indagine che aveva preso avvio da un episodio singolare avvenuto proprio nel capoluogo brianzolo.

Su di lui gli agenti avevano iniziato a indagare dopo che un ragazzo era stato colto da un malore in seguito all'assunzione di droghe pesanti: gli uomini della Squadra Investigativa hanno così provato a ripercorrere a ritroso il cammino delle sostanze, dal cliente al fornitore e sono arrivati dritti a Milano, in zona Porta Venezia. Dopo che hanno rintracciato un nome, con un'indagine mirata il cerchio si è stretto fino ad arrivare all'uomo che stava dietro al traffico di stupefacenti della Monza e della Milano "bene".

Nel capoluogo lombardo, in un appartamento, il 39enne gestiva la sua attività e insieme i suoi affari "extra". 

Quando i poliziotti venerdì pomneriggio hanno bussato alla sua porta hanno trovato un vero e proprio deposito di droghe dagli effetti davvero pericolosi e devastanti.

Nell'abitazione il venezuelano custodiva 21 grammi di "Crystal Meth", una sostanza stupefacente appartenente alla categoria delle metanfetamine, già confezionata in dosi, e 65 grammi di GHB, la cosiddetta droga dello stupro, parte della quale custodita in una bottiglia di Coca Cola con scritto ad avvertenza "No tocar". 

Insieme alla sostanza gli agenti hanno scovato anche un bilancino di precisione, diverse fialette contenenti l'ormone della crescita GH e quasi duemila euro in contanti in banconote di piccolo taglio, insieme ad altro denaro in valute diverse tra cui 150 dollari e 250 sterline. 

Visto l'elevato costo dello stupefacente gli investigatori ipotizzano che tra i clienti del pusher ci fossero diversi professionisti milanesi e brianzoli e giovani insospettabili figli di famiglie benestanti. Una sola dose di "Chrystal Meth", pari a 0,1g, arriva a raggiungere un costo pari a 6 volte una dose di cocaina, così come l'ormone della crescita, difficile da reperire sul mercato senza ricetta medica e con un prezzo non proprio accessibile. 

L'indagine, come avvenuto in passato per l'operazione Sballo 2.0, è scaturita da una serie di accertamenti svolti dagli uomini del commissarato in seguito a un malore di un ragazzo sotto effetto di droga e da un monitoraggio costante degli ambienti di diffusione delle droghe sintetiche, con uno sguardo molto attento ai giovani. 

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