Arrestato in Bulgaria uno dei capi della catena dei supermercati Tehnomarket

Il suo arresto è stato chiesto dalla Procura di Monza nell'ambito dell'operazione "Schermo piatto" della Guardia di Finanza che ha scoperto un'evasione fiscale di oltre 70 milioni di euro con società fantasma nel commercio di beni elettronici

Le Fiamme Gialle al lavoro durante l'indagine

Il mandato di cattura europeo lo ha raggiunto in Bugaria dopo il terremoto causato dall'operazione "Schermo Piatto" della Guardia di Finanza di Seregno che ha portato alla luce un'evasione fiscale di oltre 70 milioni di euro nell'ambito di una frode fiscale architatettata da oltre 27 persone.

Nikolay Kitov, membro del Consiglio drettivo della Tehnomarket, una delle più importanti catene di negozi per prodotti di elettronica ed elettrodomestici in Bulgaria, è stato arrestato a Sofia mercoledì.

Secondo quanto rilevato dalle Fiamme Gialle "L’organizzazione indagata aveva creato un articolato reticolato di aziende, in Italia ed all’estero, esistenti solo sulla carta ed intestate a prestanome o persone di fiducia, allo scopo di acquistare prodotti elettronici presso un fornitore bulgaro. Gli articoli, una volta entrati sul territorio nazionale, venivano stoccati in depositi di logistica principalmente a Desio e in Provincia di Roma. La merce, senza essere spostata dai magazzini, veniva, quindi, acquistata da una grossa società alessandrina. Con un ulteriore passaggio, l’azienda piemontese vendeva i prodotti, sempre solo sulla carta, a società di diritto comunitario".

Chiave della frode internazionale era proprio un commerciante bulgaro che rivendendo la merce a un collega torinese faceva approdare i beni elettronici sugli scaffali delle grosse catene italiane (a prezzi inferiori del 30% grazie alla capacità di aggirare il pagamento delle tasse attraverso giri di false fatturazioni a società fantasma) danneggiando così la concorrenza e creando un buco nelle casse dello Stato.

La polizia ha perquisito gli uffici della sede della Tehnomarket e la casa del dirigente.

Intanto il tribunale di Sofia ha avviato le procedure per l'estradizione di Kitov in Italia. Oltre a lui sono indagate 26 persone e altre 18 sono finite in manette. 

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