Spacciava in centro Monza, lissonese arrestato dalla polizia

30 anni, un lavoro come dipendente pubblico e una doppia vita da spacciatore: gli agenti del commissariato di Monza lo hanno aspettato sotto la sua abitazione a Lissone martedì e lo hanno arrestato

La droga e i contanti sequestrati

Un lavoro a tempo determinato come pubblico dipendente, un appartamento in un elegante contesto residenziale e nemmeno un precedente penale alle spalle.

Una persona all'apparenza perbene sicura di non attirare su di sè sospetti ma che in realtà si è rivelata un pusher di alto profilo che da qualche tempo riforniva i clienti in centro Monza. 

L. S., 30 anni, residente a Lissone ma originario di Napoli, è finito in manette martedì pomeriggio dopo che gli agenti del commissariato del capoluogo brianzolo lo hanno aspettato sotto la sua abitazione al suo rientro. A lui i poliziotti sono arrivati in seguito a una serie di attività di contrasto allo spaccio condotte sul territorio che, dopo gli arresti di San Rocco, si erano concentrate anche ai quartieri centrali della città. 

Alcune segnalazioni hanno condotto gli uomini della Squadra Investigativa grazie al colore della vettura utilizzata e a una descrizione del soggetto direttamente al 30enne lissonese. Il ragazzo è stato arrestato sotto casa e durante la perquisizione domiciliare gli agenti hanno scovato il suo tesoretto. 

In casa teneva nascosti 500 grammi di marijuana confezionata sottovuoto con l'ausilio di un termosaldatore per evitare che rilasciasse odore nell'ambiente e ancora 700 grammi di hashish suddivisa in panetti sottilissimi, alcuni dei quali marchiati. 

Oltre al materiale per il confezionamento, tra cui coltelli, plastica e un bilancino di precisione, nell'abitazione lissonese del pusher sono stati trovati anche 6mila euro in contanti di cui l'uomo non ha saputo giustificare la provenienza e di fronte ai quali gli inquirenti non hanno avuto alcun dubbio.

La scoperta più curiosa è stata però il ritrovamento di un'agendina personale su cui lo spacciatore annotava mensilmente le somme mobilitate: tra le pagine compaiono cifre che fanno presupporre che le dimensioni degli "affari" dell'uomo andassero ben al di là della vendita al dettaglio. Solo a gennaio 2015 il 30enne ha annotato di aver movimentato con la vendita di droga 38mila euro, 36mila a febbraio, addirittura 50mila euro a marzo e 28mila ad aprile fino a martedì 21 quando i poliziotti hanno messo la parola fine alla sua proficua attività.

Secondo le ipotesi investigative e gli accertamenti ancora in corso anche sulle disponibilità finanziarie e sui movimenti bancari dell'uomo si pensa che il 30enne rifornisse anche altri pusher: la modalità con cui vendeva la droga era basata su appuntamenti telefonici e incontri rapidi in luoghi prefissati che era lo stesso spacciatore a raggiungere, spostandosi da Lissone in centro Monza. 

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