Uccidono un pusher per la droga: arrestati due ragazzi

Sono residenti a Moscazzano, nel cremasco, e hanno 28 e 23 anni: il cadavere del marocchino era stato trovato il 7 novembre e da lì erano partite le immagini

Le armi sequestrate in casa di uno dei due ragazzi a dicembre dai carabinieri di Montodine (concessione di Cremaonline)

E' stato un agguato finito male, un tentativo di derubare un pusher di diversi etti di droga pesante, tra eroina e cocaina, nei boschi di Santa Maria in campo a Cambiago.

E' morto così, per mano di due ragazzi cremaschi di 28 e 23 anni, Muostafa Delloufi, 43enne marocchino che era solito spacciare nascosto tra le piante in quella che è un'area nota per il traffico di stupefacenti in Brianza, lontano da occhi indiscreti, tra i rovi e a poca distanza dall'autostrada.

Diego C., 28 anni, e Stefano Andrea B., 23enne, sono stati arrestati martedì a Moscazzano, nel paese dove sono residenti in provincia di Cremona.

Secondo la ricostruzione degli uomini del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Monza i due giovani sarebbero quindi gli autori materiali dell'omicidio del pusher il cui cadavere era stato trovato il 7 novembre da un cacciatore.

Leggi qui la ricostruzione dell'episodio.

Quel giorno i due si sono presentati intorno alle 13 a Cambiago, nei boschi, nel tentativo di derubare Delloufi della droga che aveva con sè. Avevano un fucile che hanno finto di volergli vendere e con cui gli hanno sparato, mettendolo a tacere, e portandosi via la droga.

All'agguato è invece sfuggito il cugino del pusher che ha coinvolto un tossicodipendente italiano chiedendogli di venirlo a prendere e raccontandogli l'accaduto.

E' stata proprio la testimonianza di quest'uomo l'elemento che ha dato una svolta alle indagini e ha portato i carabinieri nel cremasco. 

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I giovani sono stati incastrati dai rilievi sull'arma del delitto che è risultata essere detenuta in casa dal padre del 28enne. I due, entrambi operai, sono stati arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Milano e ora si trovano a Opera. Il 28enne è già noto agli inquirenti per precedenti legati agli stupefacenti, alla guida sotto effetto di droga e a reati contro il patrimonio, pulita invece la fedina penale del complice più giovane.

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