Rapinatori seriali arrestati dopo l'ennesimo colpo: trovano i carabinieri sotto casa

L'indagine era partita dopo una rapina messa a segno a Ornago lo scorso 20 giugno: fondamentale l'intuizione di un militare che ha ricollegato un tentato furto a una vecchia auto con l'episodio. I malviventi rubavano auto utilitarie poco prima del colpo e poi le abbandonavano

Una delle rapine messe a segno dai due

E' bastato meno di un mese di indagini ai carabinieri della compagnia di Vimercate per individuare due rapinatori seriali, sorprenderli sul fatto e arrestarli.

Tutto è iniziato il 20 giugno scorso quando in orario di chiusura un uomo travisato da un cappellino entrava all'interno del supermercato LD a Ornago, minacciando i dipendenti con un taglierino e fuggendo via con l'incasso di poco meno di 500 euro. Il malvivente, con un complice in auto, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine aveva fatto perdere le proprie tracce a bordo di una vecchia Y10, poi abbandonata.

Sono stati proprio gli accertamenti su quest'auto risultata rubata a un 90enne di Bellusco che hanno portato i militari sulla "pista" giusta verso i rapinatori. 

In manette sono finiti due fratelli italiani, residenti nel milanese, a Bollate e a Rho. Si tratta di B. Massimiliano, 36 anni, pregiudicato con alle spalle diverse rapine e B. Giorgio, 31enne incensurato.

A loro i carabinieri sono arrivati fidandosi dell'intuizione di uno dei colleghi che mentre era impegnato nell'indagine si è ricordato di un episodio singolare. Proprio lo stesso pomeriggio della rapina a Ornago infatti alla centrale operativa era giunta una chiamata di emergenza da Cavenago Brianza da parte di una donna che chiedeva l'intervento dei carabinieri perchè due persone stavano tentando di rubare la sua auto, armeggiando vicino a una vecchia Fiat Panda. 

La signora è stata ascoltata per raccogliere preziosi dettagli in merito ai due soggetti o all'auto con cui i malviventi si muovevano: l'ipotesi che i carabinieri hanno cercato di verificare infatti riguardava la possibilità che i due dapprima avevano raggiunto Cavenago per rubare un'auto con cui compiere la rapina e poi, dopo il fallimento del tentativo, si siano diretti a Bellusco e abbiano optato per la Y10 di un 90enne.

La donna ha ricordato che i due si erano allontanati con una berlina scura che, dalla visione delle immagini registrate dal circuito di videocamere del comune brianzolo, è risultata essere una Bmw nera di proprietà di B. Massimiliano, 36enne pregiudicato con precedenti proprio per rapina. Da quel momento i militari hanno messo in piedi un'attività di pedinamento per i due e hanno seguito tutti gli spostamenti dell'auto.

Il passo falso dei malviventi non si è fatto attendere molto: venerdì pomeriggio intorno alle 17.30 i due hanno colpito ancora a ridosso della Brianza e hanno rapinato il discount DiPiù in via Mazzini a Trezzo sull'Adda, allontanandosi con 995 euro di bottino e liberandosi poco più in là di una vecchia Fiat Panda che anche in questo caso avevano rubato proprio in occasione del colpo.

Ad aspettarli sotto casa a Bollate, in via caduti Bollatesi, però venerdì alle 19 hanno trovato i carabinieri. Dopo un futile tentativo di fuggire e speronare l'auto dei militari i due sono stati arrestati.

Dovranno rispondere di rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale, furto agravato e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. 

Nell'auto e negli appartamenti dei due sono stati trovati un taglierino, denaro in contanti provento di furto, materiali per il travisamento, nove telefoni cellulari, cinque spadini usati per rubare le auto, circa 100 grammi tra hashish e marijuana, materiale per il confezionamento della droga e 850 euro provento di spaccio.

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