Cronaca

Assembramenti e schiamazzi fino alle 2 di notte: il quartiere insorge e chiede sicurezza

Da settimane il giardino di via Fiume a Monza trasformato in luogo di bivacco e di feste fino all'alba. I residenti non dormono e l'indomani trovano degrado ovunque

Schiamazzi fino alle 2 di notte, bottiglie e lattine di birra abbandonate ovunque, resti di cene, biciclette e monopattini lasciati in mezzo al prato,  e il giardino trasformato in discarica a cielo aperto. Notte in bianco e risveglio amaro per gli inquilini delle case Aler di via Fiume a Monza. Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo a San Rocco un gruppo di ragazzi (almeno una ventina) si è ritrovato sulle panchine dei giardinetti di via Fiume, proprio accanto all’area del cantiere dove si stanno ultimando i lavori di realizzazione dei giochi per i più piccoli.

La festa è proseguita sotto i portici dei palazzi

Una situazione che, come hanno denunciato i residenti, prosegue da tempo. Ma nell’ultimo fine settimana gli inquilini non ce l’hanno fatta più e hanno telefonato alle forza dell’ordine. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri, ma i ragazzi sono riusciti a scappare. Ma l’arrivo dei militari non ha fatto interrompere la festa: è proseguita sotto i portici di uno dei palazzi Aler di via Monfalcone trasformato in vespasiano. “Noi non ce la facciamo più – spiega Pino Saccà, referente del Comitato della case Aler di San Rocco, a MonzaToday -. Questa situazione prosegue da tempo. I residenti non riescono più a riposare. È triste vedere il giardino di via Fiume e l’area cani ridotte in quello stato. Proprio adesso che si stanno ultimando i lavori di riqualificazione attesi da anni”.

L'appello al sindaco: "Servono più passaggi delle forze dell'ordine"

Saccà, indignato, domenica mattina ha chiamato anche i consiglieri comunali che vivono nel quartiere (Pietro Zonza del Pd, e Franco Cosi di FI) invitandoli a portare il problema in consiglio comunale e a trovare una soluzione.
“Servono passaggi delle forze dell’ordine – prosegue -. Non solo interventi quando accadono episodi di cronaca nera, ma passaggi continui per evitare questi assembramenti. Noi non possiamo più continuare a vivere così: San Rocco non è il Bronx di Monza, ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti. Anche perché questi gruppi che si riuniscono la sera e la notte nei giardini di via Fiume, non sono di San Rocco, ma arrivano da fuori”.  

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