Indagini su caso DiaSorin, la finanza a casa di Fontana copia i dati del suo telefono

Il suo legale: "Atto grave e di dubbia costituzionalità"

Attilio Fontana

La guardia di finanza di Pavia mercoledì è andata a casa del governatore lombardo Attilio Fontana per copiare la messaggistica del suo cellulare nell'ambito dell'inchiesta sull'accordo tra Diasorin e il Policlinico San Matteo per sviluppare dei test sierologici e molecolari diagnosici del Covid.

Una copia copia forense dei contenuti è stata effettuata dalla fiamme gialle anche sul telefono della responsabile della segreteria del presidente della Lombardia, Giulia Martinelli, che è anche l'ex compagna del leader della Lega Matteo Salvini.

Né Fontana né Martinelli risultano indagati nell'indagine avviata dal Procuratore aggiunto Mario Venditti nel cui registro sono invece iscritti sia vertici sia dell'istituto di ricerca pavese sia della multinazionale che opera nell'ambito della immunodiagnostica e della diagnostica molecolare.

Il legale di Fontana: "Fatto grave"

"Il presidente Fontana non è indagato, ha subito una perquisizione presso terzi. Non gli è stato sequestrato nulla, è stata effettuata copia del contenuto del cellulare". Questo il commento dell'avvocato di Fontana, Iacopo Pensa sull'operazione della Gdf.

"È grave, però, - ha continuato l'avvocato - che la perquisizione sia avvenuta con modalità non pertinenti alle finalità dell'operazione, con un decreto non circostanziato ma applicabile a chiunque e con evidenti criticità di carattere costituzionale, vista la ovvia presenza di conversazioni di carattere istituzionale nel cellulare del presidente Fontana".

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"Sarebbe stato sufficiente un invito a fornire i dati telefonici per raggiungere il medesimo risultato investigativo - ha aggiunto Pensa -. Valuteremo l'opportunità di impugnare il provvedimento per una verifica giurisdizionale sulla correttezza formale e sostanziale dell'atto disposto".

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