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In un video gli auguri di Natale dei malati di Sla: "Non fatevi rovinare le feste dal coronavirus"

Un videomessaggio intenso quello che hanno realizzato i malati di Sla del Progetto Slancio. Immobili nel loro letto, grazie al sintetizzatore raccontano i loro Natali di bambini e inviano un messaggio di amore e di speranza. Ricordando che la malattia non gli ha tolto la magia delle feste, e noi non possiamo farcela rubare dal covid

Un augurio speciale, che arriva dritto al cuore: la fredda voce metallica si addolcisce sentendo quei racconti di un Natale che fu, di un Natale in famiglia, di un Natale dall’odore di cannella e lasagne. Di un Natale prima che la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) rendesse immobili nel corpo, ma vivaci nella mente, i protagonisti di quei racconti.

Un augurio che fa riflettere e ridimensionare le limitazioni di queste feste, quello che ci arriva da alcuni ospiti del Progetto Slancio di Monza, fiore all’occhiello della cooperativa la Meridiana.

Per tutto il periodo delle feste sarà possibile scaricare gratuitamente questo intenso videomessaggio dal titolo Regalo di Natale fatto in casa: collegandosi al sito della Meridiana (link https://cooplameridiana.it/natale/) si può accedere al video, con i racconti che arrivano dagli occhi dei pazienti che comunicano attraverso il sintetizzatore.

Non c’è tristezza in quei racconti, non c’è spazio per la malinconia: certo, anche (o meglio soprattutto a loro) immobilizzati in un letto, il distanziamento fa male. Ma nei ricordi di quei Natali trascorsi con la famiglia, trasmettono anche l’importanza di sentirsi oggi fortunati, perché vivi.

C’è chi ricorda i Natali di bambino quando i soldi erano pochi e servivano per le necessità, non per le frivolezze. Natale non erano i giochi, sognati ma mai scartati, ma il panettone che si mangiava insieme, il profumo di pesce o di lasagna che la mamma preparava. Perché quando in famiglia regna l’amore non c’è regalo più bello da chiedere.

C’è chi invece ricorda che da bambino non c’era spazio e tempo per i capricci, neppure a Natale. Un Natale povero, dal punto di vista economico, al massimo con un regalo a testa per figlio, alla mamma un regalo pratico e poi la gioia più intensa erano le luci e panettone mangiato sotto l’albero.

C’è un messaggio di gioia negli auguri dei malati di Sla: la gioia di esserci, di poter ricordare, di poter comunque mangiare e brindare, perché se a loro neppure la Sla è riuscita a rovinare il Natale, noi non possiamo farcelo rovinare dalle restrizioni del coronavirus.   

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