Elio, l'autista dell'Audi Q5 fu travolto da un pirata tre anni fa

L'uomo alla guida dell'Audi Q5 che avrebbe causato l'incidente e si sarebbe allontanato dal luogo dello schianto tre anni fa era stato travolto da un pirata. L'incidente avvenne a pochi metri da viale Brianza

Un particolare agghiacciante. Una coincidenza che mette i brividi. Una storia tragicamente simile, ma che all’epoca ebbe un epilogo decisamente meno drammatico.

L’uomo alla guida dell’Audi Q5 che domenica mattina avrebbe causato lo schianto costato alla vita ad Elio Bonavita, il quindicenne che era in auto con sua madre, ora in condizioni critiche al Niguarda, tre anni fa fu investito da un’automobilista che, dopo il fatto, era scappato senza prestargli soccorso. 

L’incidente era avvenuto a poche centinaia di metri dal luogo del tragico schianto di domenica, che secondo le ricostruzioni sarebbe stato causato proprio dal quarantaseienne di Vedano, presentatosi alla polizia locale solo ventiquattro ore dopo i fatti dicendo di non essersi accorto di nulla. 

Ora l’uomo è indagato a piede libero per la morte di Elio perché, secondo la polizia locale e la procura, i video che riprendono le fasi immediatamente precedenti all’incidente, mostrano le sue responsabilità. 

In quei frammenti, attualmente nelle mani della Procura di Monza, sarebbe visibile la manovra di immissione in carreggiata da parte della sua Audi Q5 grigia. Al momento della svolta, per evitare una utilitaria bianca, il suv occuperebbe direttamente la corsia di sorpasso. La stessa corsia che, sempre secondo quanto mostrano le immagini, è già occupata da una Range Rover nera, impegnata proprio nel sorpasso dell’utilitaria bianca evitata dall’Audi. 

A quel punto, per schivare l'Audi, l’autista della jeep avrebbe sterzato bruscamente e centrato frontalmente l'auto di Elio e sua madre, una C1 nera. 

Per questo, ora, anche il guidatore della Rover, un trentottenne di Lesmo, risulta tra gli indagati. Entrambi sono iscritti nel registro degli indagati aperto dal pm monzese Manuela Massenz con i reati ipotizzati di concorso in omicidio colposo e lesioni colpose. Per il manager di Vedano, invece, potrebbe prefigurarsi anche il reato di omissione di soccorso. 

Lunedì, però, oltre che il giorno della possibile svolta nelle indagini è stato anche il momento della rabbia e del ricordo. Nel primo pomeriggio, sotto la prefettura di Monza, i parenti delle vittime della strada hanno protestato per chiedere l’introduzione del reato di omicidio stradale. “Siamo stanchi di regalare i nostri figli all’asfalto”, l’urlo che si è alzato dalla pizza. 

Mentre molto più silenziosa e dolorosa è stata la piazza di Villasanta, il paese dove Elio viveva con mamma, fratellino e papà. In prima fila, alla veglia in ricordo del quindicenne, c’era proprio papà Corrado che, con le lacrime agli occhi e il dolore nel cuore, ha accolto l'abbraccio che l'intera comunità ha voluto riservare al suo ragazzo scomparso troppo presto.

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