Focolaio di aviaria a Cernusco, l'ATS interviene in un allevamento

Nella giornata di giovedì. Il comune: "E' importante non creare allarmismi"

Nella giornata di giovedì l’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano ha comunicato la presenza di un focolaio di influenza aviaria HPAI all'interno di un allevamento rurale di pollame presente sul territorio di Cernusco sul Naviglio.

"E’ importante non creare allarmismi: il focolaio è stato immediatamente estinto e non vi sono conseguenze per la salute dell’uomo" hanno reso noto dal comune da cui è stata diffusa la notizia. 

"Il focolaio è stato individuato su segnalazione dell’allevamento stesso che, dimostrando attenzione allo stato degli avicoli, ha chiesto un approfondimento da parte di Ats su alcuni volatili" spiega la nota del municipio. Il dipartimento veterinario è inetrvenuto nell'allevamento e ha riscontrato la presenza del virus e, come previsto da protocollo predisposto dal Ministero della Salute, ha subito proceduto all’abbattimento degli animali.

Ecco poi un prontuario di domande e risposte diffuso dal comune per conoscere il virus e capire di cosa si tratta.

Cos’ è il virus dell'aviaria?

L'Influenza aviaria è un'infezione virale estremamente contagiosa causata dai virus della famiglia Orthomyxoviridae, genere Influenza-virus A. I virus dell'influenza A sono gli unici ortomixovirus di cui sia accertata la capacità di infettare i volatili. È stato dimostrato che molte specie di volatili sono suscettibili all'infezione da parte dei virus dell'influenza A. I volatili acquatici costituiscono un importante serbatoio di questi virus, ma la stragrande maggioranza degli isolati virali sono risultati a bassa patogenicità nei polli e nei tacchini, che sono i principali volatili di interesse economico ad essere colpiti dalla malattia. I virus influenzali A sono suddivisi in due gruppi, a seconda della loro capacita di provocare la malattie nel pollame suscettibile all'infezione: a) virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), che causano una malattia estremamente grave, caratterizzata da un'infezione generalizzata del pollame colpito, nel quale possono indurre una mortalità in allevamento molto elevata (fino al 100 %); b) virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI), che causano nel pollame un'affezione leggera, prevalentemente respiratoria, salvo aggravamento dovuto concomitanti infezioni o ad altri fattori. Nel pollame domestico è possibile che tali virus LPAI introdotti da un serbatoio selvatico circolino senza essere rilevati, in quanto i segni clinici sono spesso leggeri o assenti. Una volta introdotti tra il pollame, i ceppi virali LPAI dei sottotipi H5 e H7 possono successivamente mutare in ceppi HPAI. E’ difficile stimare il periodo di incubazione, che tra l'altro varia probabilmente a seconda del ceppo virale e dell'ospite; il dato indicato di solito è di cinque-sei giorni, ma verosimilmente la durata del periodo di incubazione nei singoli volatili e compresa tra qualche ora e sette giorni circa.

Come si contrae?

L’ingresso del virus in allevamento può essere veicolato da persone, mezzi, attrezzature infette e mangime, possono essere responsabili dell’infezione i volatili selvatici, specialmente gli anatidi, che come altri volatili selvatici fungono da serbatoio non ammalandosi ma trasmettendo l’infezione ai volatili domestici,eliminando attraverso le feci il virus. Con ogni probabilità l'introduzione primaria dei virus dell'IA nelle aziende avicole deriva dal contatto diretto o indiretto con volatili selvatici.

E’ un pericolo per gli uomini?

Nel nostro Paese, dove l’uomo non vive costantemente e a strettissimo contatto con gli animali ammalati, non vi sono rischi.

Cosa prevedono le misure?

Incremento dei controlli dell’osservanza della biosicurezza con visite periodiche, sequestro dei volatili con limitazioni dei movimenti di animali, prodotti, pollina, accesso controllato e disinfezione, divieto di fiere, mercati ed esposizioni divieto d’immissione di selvaggina per ripopolamento faunistico.

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