Aghi, garze e dispositivi medici non sterilizzati: nel mirino dei Nas azienda monzese

L'ispezione dei carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione nella sede della Steril Milano nel capoluogo brianzolo. Quattro ex manager dell'azienda denunciati. L'indagine scaturita dai sospetti sulle condotte illecite avanzati dalla nuova proprietà

Aghi, materiale medicale, garze, strumenti di laboratorio e reagenti che non venivano debitamente sterilizzati ma che finivano comunque nelle strutture sanitarie pubbliche e private dove i dispositivi medici - corredati da una falsa attestazione che doveva accertarne l'avvenuta sterilizzazione - venivano utilizzati.

Nel mirino dei Carabinieri del Nas - Nucleo Antisofisticazioni e Sanità - di Milano è finita un'azienda monzese, la Steril Milano, con sede a ridosso dei quartieri Cederna e Sant'Albino. Quattro ex manager dell'impresa che si occupa di sterilizzazione di dispositivi medici, cosmetici e altri materiali attraverso trattamenti con l’utilizzo di raggi beta e di ossido di etilene per cui sono emerse gravi irregolarità nei processi di sterilizzazione, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Monza. Dovranno rispondere di concorso in falsità materiale commessa da privato nonché per i gravi rischi per la salute pubblica derivanti dall’utilizzo di dispositivi medici non sicuri sia per gli operatori sanitari che per i pazienti.

L'ispezione dei Nas nell'azienda monzese

A puntare i riflettori sull'azienda monzese e a sollevare il sospetto che potessero esserci condotte illecite con l'abbassamento di standard qualitativi e dell'iter di sterilizzazione finalizzate all'incremento dei guadagni è stata la nuova proprietà che recentemente ha acquisito il marchio.L'azienda - che a inizio marzo aveva già informato i propri clienti dell'esistenza di una indagine in corso ai fini della massima trasparenza - al momento, contattata da MonzaToday, non ha rilasciato dichiarazioni in merito. Proprio da quella segnalazione poi sono iniziate le indagini dei Nas dei carabinieri. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, proprio il titolare ormai scomparso, con la complicità di tutti i Responsabili del Reparto Qualità succedutesi dal 2016 ad oggi, avrebbe manomesso i certificati relativi ai processi di sterilizzazione, al fine di ottenere maggiore lavoro rispetto alle proprie effettive capacità produttive, mettendo a disposizione dei propri clienti materiali che in realtà non venivano sterilizzati. 

A confermare le condotte illecite e potenzialmente pericolose per la salute pubblica sono stati i puntuali riscontri dei carabinieri del Nas che hanno rilevato una netta sproporzione tra il materiale acquistato per i processi di sterilizzazione e la mole di materiale certificato. Una quantità di dispositivi che è stato impossibile tracciare con un ingente quantità di lotti che negli anni - almeno cinque - ha assunto propozioni esagerate. Non è stato possibile al momenton effettuare nemmeno una stima dei guadagni illeciti accumulati con la mancata sterilizzazione dei dispositivi. Potezialmente pericolose invece le conseguenze per la salute pubblica.

Irregolarità nella sterilizzazione e rischi per la salute

Si tratta di aghi, cannule, garze, strumenti, impianti destinati a diagnosi e prevenzione, controllo, terapia, interventi di concepimento e di dispositivi medici diagnostici in vitro impiegati per l’esame di laboratorio tra cui reagenti, calibratori, materiali di controllo, strumenti, attrezzature largamente utilizzati nelle strutture sanitarie e ospedali, sia privati che pubblici, su tutto il territorio nazionale. I militari del NAS di Milano, di concerto con il Ministero della Salute, hanno avviato immediatamente le verifiche presso tutti gli Enti e società clienti dell’azienda per scongiurare qualsiasi rischio di infezioni a causa della mancata sterilizzazione, ma soprattutto allo scopo di porre in essere tutte le procedure atte ad identificare, richiamare e sterilizzare correttamente ogni singolo dispositivo medico in precedenza non correttamente trattato.

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