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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Botte e rapine per un drink o una sigaretta: le notti violente delle baby gang a Monza

Tredici i giovanissimi coinvolti dall'indagine condotta dai carabinieri di Monza: dieci sono minorenni

I pugni in testa, ripetuti, fino a che la vittima non si accascia a terra. E a quel punto, accerchiata da almeno sei persone, viene presa a calci. Una sequenza di una manciata di secondi, ripresa da una telecamera di sicurezza, che mostra la baby gang in azione. Qualcuno scappa, qualcuno colpisce. Sempre più forte.

Baby gang violente a Monza

Sono tredici i ragazzi tra i 15 e i 20 anni che ora risultano indagati nell'ambito di una indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Monza per una serie di rapine violente e pestaggi avvenuti tra agosto e settembre 2021 in città. I militari hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Monza per tre persone mentre dieci minori sono stati raggiunti da una notifica di informazione di garanzia e sul diritto di difesa, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni dei Milano. Sono tutti liberi e indagati: dovranno rispondere a vario titolo dei reati di rapina, percosse e lesioni gravi.

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Le indagini

I carabinieri hanno iniziato a indagare a fine estate dopo una serie di aggressioni, rapine e pestaggi avvenuti in centro Monza, nelle zone della movida nel fine settimana. E fin da subito per gli inquirenti c'è stato il sospetto che ad agire ci fosse il "branco". E così, insieme alle testimonianze e alle riprese delle immagini di videosorveglianza, i militari - con l'ausilio della Sezione Investigazioni Scientifiche del comando provinciale di Monza - hanno ricostruito vari episodi di violenze e pestaggi. "Gli indagati, di età compresa fra 15-20 anni, agendo a piccoli gruppi, talvolta armati di tirapugni e bottiglie di vetro, si scagliavano contro la vittima, circondandola e colpendola ripetutamente, cagionando, in alcuni casi, gravi ferite (talvolta non refertate per timore di ritorsioni)" spiegano dal comando dell'Arma.

Mi dai una sigaretta? E al rifiuto le botte

Spesso a scatenare l'esplosione di violenza del branco erano delle ritorsioni per delle richieste negate: il rifiuto di offrire un drink, una sigaretta oppure un semplice sguardo di troppo. E chi cercava di difendere la vittima spesso diventava a sua volta bersaglio delle violenze.

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