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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Lasciata in mensa da sola e obbligata a finire il piatto, bimba sta male: "Cambiamo scuola"

La piccola ha sei anni. Il caso in un istituto di Monza

Il viso nervoso, un po' di malumore. Così Greta - nome di fantasia - è apparsa alla sua mamma quando l'altro giorno è uscita da scuola. E quell'espressione cupa sul suo volto sempre solare e allegro ha subito insospettito. Poi è arrivato il forte mal di pancia e i crampi addominali.

"Mi ha raccontato che era stata obbligata a finire tutto quello che c'era nel piatto in mensa, controvoglia" spiega la mamma denunciando l'episodio. "E' stata lasciata da sola in mensa mentre i suoi compagni invece avevano terminato ed erano tornati in aula così si è sforzata per finire in fretta". Poi si è sentita male e la situazione - probabilmente anche per una crisi d'ansia connessa all'accaduto - è precipitata nella nottata.

"La pediatra ci ha suggerito di ricorrere a due clisteri intestinali e il giorno successivo l'ha visitata" aggiunge. Greta ha sei anni e frequenta una scuola monzese da meno di un mese e ora, in seguito a questo episodio in seguito al quale sarebbe rimasta molto scossa, continuerà il percorso scolastico in un istituto differente. Una scelta fatta dalla famiglia dopo un confronto con la docente coinvolta e con la dirigente. "A farmi più male - spiega la mamma - è stato il disinteresse per la bambina, vedere che era trattata come un numero e non c'era il minimo interesse a mediare. Noi abbiamo chiesto un confronto perchè magari potevamo essere noi a sbagliare e volevamo trovare una soluzione". Un incontro difficile da fissare per cui è stato necessario anche richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale.

"Appena ha iniziato a frequentare la scuola era tranquilla, contenta. Ma già da qualche giorno prima di quell'episodio mi diceva che non aveva voglia di andare a scuola e c'era qualcosa che la turbava e poi ho capito: veniva sforzata a mangiare fino poi a farla star male".

"Assaggiare tutto credo che sia una buona e giusta regola da seguire ma se qualcosa non piace non si può obbligare a mangiare". Greta a casa mangia, magari non tanto ma il suo piatto di pasta lo finisce. "Non è una mangiona e come tutti ha i suoi gusti ma non è mai arrivata a star male per il cibo".

La famiglia dopo aver cercato un confronto nel tentativo di sensibilizzare l'insegnante sul disagio della piccola ha poi coinvolto anche le istituzioni, scrivendo alla Direzione Generale del Ministero dell'Istruzione e al comune spiegando che la bambina "non riuscendo a finire in tempo è stata lasciata nella sala mensa mentre tutti gli altri compagni di classe venivano invitati a rientrare nelle proprie classi. In virtù di questo la bambina impaurita ha “forzatamente” consumato gli alimenti imposti dalla maestra in modo da poter raggiungere quanto prima i propri compagni di classe". E poi il malessere. 

"Mia figlia è stata umiliata e isolata ed è arrivata a dirmi che non voleva più andare a scuola. Lunedì inizierà il suo percorso in un altro istituto: è stata una decisione condivisa con lei. Parliamo molto insieme ed è una bambina splendida, amata e seguita dai suoi genitori e da suo fratello che adesso soffre di alcuni disturbi alimentari anche perchè da bambino, obbligato a finire il piatto in mensa per poter raggiungere i compagni e giocare, ingoiava pezzi interi di cibo, senza masticare per non sentire sapore e odore. E adesso non voglio che succeda la stessa cosa anche a lei".

Nel primo pomeriggio di venerdì 15 ottobre MonzaToday ha provato a contattare la dirigenza dell'istituto ma siamo in attesa di un riscontro sull'episodio. Sul caso è intervenuto l'assessore all'Istruzione Pierfranco Maffè a cui è stata recapitata una missiva pervenuta agli uffici da parte della famiglia: "Da quanto ho potuto leggere mi sembra tutto molto eccessivo sia l'episodio sia le risposte avute sia la decisione della famiglia. Magari si sarebbe potuta trovare una soluzione differente. Sono stupito anche dall'intervento della polizia locale. Con buona volontà forse si sarebbe potuta trovare una soluzione diversa" ha spiegato preannunciando un confronto con la dirigente. 

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