Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Sovico

"Ti stacco la testa", i 17 bambini (tra cui un disabile) maltrattati dalla maestra all'asilo

Insulti, strattoni, toni e atteggiamenti aggressivi che hanno immortalato le telecamere nascoste in aula nella scuola dell'infanzia. Le indagini partite dalla segnalazione della scuola: "Abbiamo agito a tutela dei bambini"

Passando davanti a quell'aula troppe volte avevano sentito un tono di voce forse un po' troppo alto, frasi urlate ai piccoli con insulti. Episodi non saltuari o isolati ma che, purtroppo, si ripetevano, trasformandosi in normalità. E a quel punto il personale non è rimasto indifferente e ha immediatamente segnalato al dirigente i sospetti relativi alla condotta della maestra

E in soli due mesi, dall'esposto presentato dal dirigente scolastico, i carabinieri della compagnia di Monza hanno ricostruito, grazie a telecamere nascoste installate nell'aula e microfoni, quello che ogni giorno 17 bambini tra i tre e i cinque anni, tra cui anche un alunno con disabilità, erano costretti a subire. 

"Ti stacco la testa", bimbi maltrattati dalla maestra all'asilo 

"Ti stacco la testa". E ancora "Ti taglio le mani". Poi appellativi - o meglio insulti - che si susseguivano: "Oche", "Beduini". Schiaffi, calci e bimbi presi per il maglioncino e sollevati di peso per spostarli. Una maestra di 59 anni di una scuola dell'infanzia di Sovico è stata interdetta per un anno dall'esercizio della professione perchè accusata di presunti maltrattamenti.

VIDEO | Maltrattamenti ai bambini all'asilo

La donna, residente in Brianza, incensurata e senza nessun analogo precedente in passato, fino a pochi giorni fa - prima che le venisse notificato il provvedimento - era a scuola, pronta a iniziare un nuovo anno scolastico. A tornare in classe, con i bambini. 

La segnalazione e la denuncia

Le segnalazioni relative metodi sospetti e violenti utilizzati dall'insegnante sono finite nelle mani dei carabinieri della compagnia di Monza in primavera e immediatamente sono iniziate le indagini che hanno portato a ricostruite un contesto di umiliazioni e maltrattamenti quotidiani che i piccoli - tra cui anche un bambino disabile bersaglio di insulti - erano costretti a subire. Nella classe sono stati installati telecamere e microfoni: in due mesi - da aprile a giugno 2021 - sono stati raccolti elementi che hanno permesso alla procura di procedere con un provvedimento cautelare che è stato notificato nei giorni scorsi alla donna dai militari dell'Arma. L'insegnante - accusata di presunti maltrattamenti - è ora stata interdetta per un anno dalla professione.

"Agito a tutela dei bimbi: la scuola non insabbia ma risolve"

Le prime segnalazioni relative ai sospetti e ai presunti maltrattamenti sono arrivati in primavera. E a ricostruire l'iter che ha portato alla segnalazione e all'emissione del provvedimento è il dirigente scolastico dell'istituto su cui abbiamo scelto di tenere un grado di riserbo e di cui quindi non faremo il nome. "Mi hanno riferito di qualche parola fuori posto sentita dall'aula, passando. Di un tono di voce forse un po' troppo alto e di altri episodi che a quanto pare si verificavano spesso" spiega. "E' di fronte a tutto questo ho voluto fare chiarezza. Da dirigente non potevo soprassedere per dovere professionale e per tutelare fin da subito i bambini". E a quel punto è stata fatta una segnalazione ai carabinieri della stazione di Biassono.

L'insegnante, che ora per dodici mesi è stata interdetta dalla professione, apparentemente era una maestra modello. "Lavorava da tempo in questa scuola e in passato ha ricoperto anche ruoli di referente e ha sempre avuto una buona reputazione ed erano le stesse famiglie a chiedere che i bambini venissero inseriti in classe con lei". La sospensione è arrivata solo qualche giorno fa e fino a quel momento la donna ha preso parte alle attività tra cui riunioni e incontri per la programmazione scolastica. "Sempre puntuale sempre al suo posto" specifica il dirigente.

"Mi sono sentito in dovere di agire così mettendo il benessere dei bambini al primo posto e non potevo fare finta di niente. Abbiamo agito nella maniera più giusta e a garanzia delle famiglie. La scuola dove c'è un problema non insabbia e non fa finta di niente ma cerca di risolvere".

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