Venerdì, 19 Luglio 2024
Il salvataggio

Resta sott'acqua in piscina al centro estivo, bimbo soccorso: "Non respirava più"

"Da mamma sto malissimo, mi sento impotente e arrabbiata. Ringrazio la bagnina perché ha salvato la vita di mio figlio ma vorrei sapere come sia possibile che un bambino finisca sul fondo di una piscina e nessuno se ne sia accorto prima"

Lo hanno salutato al mattino, incoraggiandolo per la nuova avventura che stava per iniziare al centro estivo dove lo aspettavano due settimane di giochi, attività e di piscina. Ma quella giornata il piccolo Stefano - nome di fantasia - 6 anni, non ha fatto nemmeno in tempo a godersela e finirla con il sorriso perché i genitori lo hanno ritrovato qualche ora dopo, a bordo di un'ambulanza, con la mascherina dell'ossigeno attaccata e la copertina termica, salvato dopo essere rimasto sott'acqua in piscina, senza più respirare. E poteva finire anche peggio.

Mentre era in acqua, infatti, nella vasca della piscina dove ha sede il centro estivo, giocando sarebbe finito sott'acqua spingendosi fin dove la piscina era più alta, in una parte di vasca dove non toccava. E lì sarebbe rimasto, con tutta probabilità, per qualche istante prima che qualcuno riuscisse a intervenire. A salvarlo è stata una bagnina che si è accorta che qualcosa non andava e si è tuffata. Stefano era privo di sensi e non respirava e gli ha praticato le manovre di emergenza riuscendo a salvargli la vita.

Il racconto e la paura della mamma

"Poco prima delle 16 abbiamo ricevuto una telefonata dal centro" racconta la mamma, sotto choc per quanto accaduto. A quella chiamata ha risposto il papà che in quel momento era al lavoro, sicuro che il figlio stesse giocando serenamente sotto la custodia degli educatori della struttura. Dall'altra parte della cornetta però c'era un operatore sanitario del 118 che gli ha spiegato che Stefano aveva avuto un piccolo incidente ma che adesso stava bene e chiedeva di raggiungerlo al centro. "Quando il papà è arrivato in piscina ha trovato Stefano in ambulanza, aveva le labbra viola ed era terrorizzato. Non parlava". Gli hanno spiegato che cosa fosse accaduto e le operazioni di salvataggio. Poi il mezzo di soccorso ha raggiunto l'ospedale San Gerardo dove il piccolo è stato sottoposto agli accertamenti del caso. "Era cosciente ma non parlava e non ha mai risposto a nessuna domanda, nemmeno la sera quando ha visto anche me" racconta la mamma. "Solo più tardi ha iniziato a dire sì o no ma era ed è spaventato". 

Al San Gerardo il bambino è stato sottoposto a una ecografia toracica e agli esami del sangue ma la famiglia poi è stata dirottata all'ospedale De Marchi di Milano, una struttura dotata di una terapia intensiva pediatrica in caso di necessità e di eventuali complicazioni. "Mi guardava con occhi assenti, sembrava estraniato, sotto choc. Quel giorno non mi ha raccontato nulla e dopo mi ha spiegato che lui stava giocando nell'acqua bassa e senza accorgersi è finito dove non toccava e si è ritrovato sott'acqua". 

"Io da mamma sto malissimo, mi sento impotente e arrabbiata. Ringrazio la bagnina perché ha salvato la vita di mio figlio ma vorrei sapere che cosa è successo prima e vorrei capire come sia possibile che un bambino finisca sul fondo di una piscina e nessuno se ne sia accorto in tempo".

L'episodio è successo lunedì pomeriggio e Stefano è rimasto ricoverato in ospedale, in osservazione, fino al mercoledì pomeriggio, giorno delle dimissioni. "Aveva il dispositivo della saturazione al dito e la flebo attaccata: gli hanno fatto una visita neurologica e una ecografia cardiaca con elettrocardiogramma poi siamo stati finalmente dimessi" spiega la mamma. Il piccolo non sa nuotare e non indossava i braccioli: "Adesso si spaventa per nulla e si sveglia di continuo la notte e vuole anche che lo accompagniamo in bagno". Il primo a parlare con chi è intervenuto in quel momento sarebbe stato il medico del San Gerardo che ha avuto in carico il piccolo che ha contattato la struttura e parlato con la bagnina che lo ha soccorso e salvato. La famiglia racconta che la ragazza avrebbe detto di aver visto una sagoma sul fondo e poi di aver capito che era una bambino in difficoltà e di essersi buttata in acqua. Qualche amichetto, parlando a casa con i genitori, ha riferito di aver visto un ragazzino che segnalava quanto stava accadendo. "Sono cose dette dai bambini e credo che non lo sapremo mai" commenta la mamma che chiede però che venga fatta chiarezza su quanto avvenuto. "Desidero ringraziare la ragazza che ha salvato mio figlio ma vorrei sapere anche che cosa è successo: quanti bambini c'erano nella vasca, quante persone erano preposte a vigilare e perché nessuno si è accorto che mio figlio aveva bisogno di aiuto?". E ancora: "Il regolamento del camp estivo è molto chiaro e c'è scritto che 'durante il camp i ragazzi saranno costantemente assistiti dal personale interno in modo da garantire la massima sicurezza' però mio figlio è stato trovato in acqua e non respirava più. E nessuno ci ha contattato per scusarsi. Quando mio marito è arrivato quel pomeriggio non si è avvicinato nessuno del centro per spiegare cosa fosse accaduto, c'era solo il personale sanitario".

"L'ha visto sul fondo e si è tuffata"

"Quel pomeriggio sul piano vasca tra assistenti bagnanti ed educatori c'erano 7 persone" ha dichiarato Matteo Zelioli, direttore della piscina di Cologno Monzese gestita da Gis Milano. "Il bambino è stato individuato da Elena Sveva Miracapillo, assistente bagnante di turno ed è stato soccorso e tirato fuori dall'acqua. Non era in arresto cardiaco e non ha mai perso il battito ma non respirava. Sono state effettuate le manovre di primo soccorso necessarie e il bambino si è ripreso immediatamente: era vigile e cosciente" riferisce, ricostruendo quello che sarebbe avvenuto lunedì pomeriggio prima della chiamata ai soccorsi.

"La bagnina e gli educatori lavorano in sinergia e simultaneamente: erano tutti insieme sul piano vasca e la bagnina è stata più veloce a tuffarsi". "L'ha visto sul fondo della piscina" conferma il direttore precisando che la vasca estiva esterna ha una profondità che va da 90 centimetri al metro e mezzo di altezza e non c'è alcun divisorio interno. "Quando è giunto il personale medico sul posto ha subito fatto i complimenti ai ragazzi dello staff per l'intervento: la squadra lavora in sinergia e mentre praticavano le manovre di soccorso, la coordinatrice ha subito composto il numero di emergenza" ha aggiunto Zelioli.

L'appello

Per fare chiarezza su quello che è avvenuto quel pomeriggio la famiglia, assistita dall'avvocato Valeria Morizio del foro di Milano, ha sporto denuncia ai carabinieri presso una stazione dell'Arma in Brianza per la valutazione delle eventuali responsabilità che potrebbero profilarsi e contestualmente ha presentato una istanza alla società che ha in gestione il centro estivo per l'apertura della pratica civile di sinistro. "Una cosa del genere non dovrebbe mai accadere. Questa volta fortunatamente si è conclusa bene e non è stata una tragedia ma non dovrebbe succedere" ha commentato l'avvocato Morizio. "Ora ci aspettiamo di conoscere la verità".

Proprio per questo la famiglia ha deciso di rivolgere un appello. "Ci hanno riferito che quel giorno e in quell'orario la piscina era molto frequentata e che insieme ai bambini del centro estivo c'erano anche utenti esterni e chiediamo a chiunque fosse in piscina lunedì 3 luglio, nel pomeriggio, e avesse visto qualcosa o immortalato la scena di mettersi in contatto con noi". Le segnalazioni possono essere inviate all'indirizzo mail di redazione monzatoday@citynews.it e verranno recapitate al destinatario. 

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