Cronaca Besana in Brianza

Vittorio Arrigoni: un anno fa moriva a Gaza il cooperante brianzolo

Collaboratore del Manifesto, Radio 2 (Caterpillar) e Radio Popolare, ha scritto anche per testate internazionali. La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista dopo essere uscito dalla palestra che frequentava a Gaza

Un anno fa moriva a Gaza Vittorio Vik Arrigoni. Nato a Besana Brianza nel febbraio del 1975, dopo il diploma di ragioneria lavorò inizialmente nell'azienda di famiglia, mentre cominciava a dedicarsi all'aiuto umanitario. Negli anni seguenti operò in Europa dell'est, Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Perù ma anche in Africa (Togo, Ghana e Tanzania). Nel 2002 viene inviato dalla Ong IPYL a Gerusalemme Est e comincia dopo poco ad interessarsi alla causa palestinese, schierandosi contro il comportamento dello Stato di Israele.  Nel 2005 viene inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone non gradite a Israele.

Molto attivo nella comunicazione via Internet, gestiva più canali di informazione su Youtube e alcuni blog, tra i quali uno personale di critica e poesia. Collaboratore del Manifesto, Radio 2 (Caterpillar) e Radio Popolare, ha scritto anche per testate internazionali. La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista dopo essere uscito dalla palestra che frequentava a Gaza. Un video pubblicato su Youtube mostra Arrigoni bendato e legato dai rapitori, che accusano l'Italia di essere uno "stato infedele" e lo stesso Arrigoni di essere entrato a Gaza per "diffondere la corruzione".

L'ultimatum per il rilascio prevede la scarcerazione di alcuni prigionieri jihadisti. Il giorno successivo il corpo senza vita di Vittorio viene ritrovato in un'abitazione di Gaza. Le indagini delle forze di sicurezza di Hamas partono subito e portano all'individuazione di quattro presunti responsabili: fonti dell'organizzazione dichiarano che la responsabilità sarebbe da attribuirsi a una "cellula impazzita e fuori controllo".

Per i funerali, la famiglia ha disposto che la salma, secondo la volontà di Arrigoni, tornasse in Italia passando dall'Egitto e non da Israele. I funerali si sono svolti a Bulciago, e hanno visto la partecipazione di persone da tutta Europa. L'assenza di rappresentanti del Governo italiano e di un riconoscimento pubblico alla memoria hanno causato forti polemiche.

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