Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Biassono

Il papà muore di infarto, i figli regalano al Comune un defibrillatore

Succede a Biassono. Orazio Turiano, 86 anni, era conosciuto come l'alpino dal cuore buono. Ma quel cuore un anno fa lo ha tradito

A Biassono tutti lo conoscevano come l’alpino buono. Sempre sorridente, disponibile, pronto a dare una mano nelle molteplici iniziative sociali e solidali che le penne nere organizzavano in paese. Fino a quando le forze glielo hanno concesso.

Poi, un anno fa, il suo cuore non ha retto e Orazio Turiano, l’alpino buono di Biassono, è morto a causa di un infarto. Nel pieno della pandemia il figlio Domenico non ha potuto assistere ai funerali costretto a casa in quarantena preventiva.

"Il cuore di papà continua a vivere in paese"

Fin da subito aveva deciso, insieme alla sorella Sabrina, che il sorriso e il cuore di papà avrebbero dovuto continuare a vivere in paese. Da qui l’idea di acquistare e donare al Comune di Biassono un defibrillatore, da posizionare in un luogo di grande passaggio nella certezza che, l’intervento tempestivo, può salvare tante vite.  Sabato 25 settembre la cerimonia ufficiale: alle 16 verrà inaugurato quel defibrillatore acquistato e dedicato a papà Orazio posizionato in piazza Libertà. Alla cerimonia, naturalmente, saranno presenti gli alpini di Biassono, Monza e circondario, e don Ivano benedirà quel dono che, fatto con il cuore, per qualcuno potrebbe rivelarsi salvavita.

Nella foto Orazio Turiano

Alpino Orazio Turiano-2

Un defibrillatore nel ricordo dell'alpino

"È un modo per ricordare papà - racconta il figlio Domenico -. Era molto conosciuto e amato a Biassono. Purtroppo non ho neppure potuto partecipare ai suoi funerali. Ero in quarantena preventiva, e a cerimonia ormai conclusa ho ricevuto la notizia che, fortunatamente, non avevo contratto il covid. A quel punto ho deciso che dovevo recuperare quell’assenza, e con mia sorella ci siamo messi in moto per fare qualcosa di concreto per papà”. Un pragmatismo e una voglia di dedicarsi al prossimo, insita nel dna degli alpini, che Domenico e Sabrina hanno deciso di concretizzare attraverso un dono.

Nella bara il cappello con la penna nera

“Papà è morto per un attacco cardiaco - prosegue -. Nel suo caso anche il defibrillatore non avrebbe fatto la differenza. Ma in molti altri casì sì. È per questo che abbiamo deciso di donare a Biassono un defibrillatore: potrebbe salvare la vita a qualcuno. L’intervento precoce è fondamentale, l’utilità di queste apparecchiature è ormai risaputa”. È grande la gioia ma anche la commozione ricordando la figura di papà Orazio: un alpino che, in quell’ultimo viaggio, ha voluto il suo cappello con la penna nera all’interno della bara e che oggi continua a vivere in quella Biassono che tanto amava.

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