Bicocca, convegno in ricordo di Guido Martinotti

Questa mattina, al termine di un convegno internazionale con Richard Sennett. Harvey Molotch, Ferruccio de Bortoli, Vittorio Gregotti e Luigi Berlinguer, l’Università di Milano-Bicocca ha intitolato l’Auditorium al grande sociologo scomparso.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Milano, 12 aprile 2013 – Si è svolto questa mattina presso l’Università di Milano-Bicocca il convegno internazionale in ricordo di Guido Martinotti, scomparso lo scorso dicembre. Martinotti è stato uno dei più grandi sociologi urbani contemporanei e ha a lungo insegnato e fatto ricerca nell’Università di Milano-Bicocca della quale è stato anche prorettore.

Il convegno si è aperto con i saluti del rettore dell’Ateneo, Marcello Fontanesi e della direttrice del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Carla Facchini, che ne hanno ricordato sia l’impegno di studioso sia l’attività di promotore e “costruttore” della nuova Università di Milano-Bicocca e della contestuale rinascita del quartiere in cui essa sorge come un nuovo distretto culturale. Nel corso del convegno si sono alternati gli interventi di studiosi e personalità che hanno avuto un rapporto intenso di collaborazione e di amicizia con Guido Martinotti in campi differenti del suo impegno di studioso e di intellettuale.

Richard Sennett e Harvey Molotch, sociologi statunitensi, si sono spesso confrontati con Martinotti sugli aspetti di ricerca e di comprensione dei problemi  delle città contemporanee:  Richard Sennett della London School of Economics parlando di “Open City”, ha ricordato che “le città sono dei sistemi aperti in cui la dissonanza delle diverse componenti qualifica l’apertura del sistema città più degli elementi di coerenza”. Luigi Berlinguer, che con Martinotti ha a lungo collaborato negli anni in cui era ministro dell’Università e si stava lavorando alla riforma dell’università italiana, ha ricordato “l’importanza della dimensione europea, auspicata fortemente da Martinotti, nella quale deve continuare a muoversi il sistema universitario italiano. Martinotti – ha aggiunto Berlinguer – è stato un  professore italiano ma, allo stesso tempo, è stato anche professore con la nazionalità di ogni paese in cui ha lavorato e fatto ricerca ”.

Alla tavola rotonda “La città che cambia: conoscenza e impegno civile”, coordinata dai professori e colleghi di Martinotti Francesca Zajczyk e Enzo Mingione, hanno partecipato l’architetto Vittorio Gregotti, che del quartiere Bicocca e del Campus universitario ha firmato il progetto, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, l’ex ministro dell’Università, Luigi Berlinguer e il sociologo della New York University, Harvey Molotch.

Ferruccio de Bortoli ha ricordato “Martinotti che ha a lungo contribuito ad animare con i suoi articoli il dibattito sulla città dalle colonne del giornale in modo appassionato e coinvolgente. E, anche quando le sue posizioni differivano da quelle di altri editorialisti, il suo dissenso era sempre garbato e costruttivo”.

Alla fine del convegno, il rettore ha scoperto una targa intitolando l’Auditorium nel quale si è tenuto l’incontro alla memoria di Guido Martinotti, che dunque da oggi si chiamerà “Auditorium Guido Martinotti”.

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