Cerca di strangolare un compagno di classe: bullo di 16 anni arrestato grazie al preside

Succede all'istituto professionale Molaschi di Cusano Milanino: l'indagine dei carabinieri

Immagine repertorio

E' finito all'interno di una comunità per minori di Milano. Arrestato a soli 16 anni per essere quello che tecnicamente viene definito un bullo.

Rendeva la vita impossibile ad un suo compagno di classe dall'inizio dell'anno scolastico. Violenze, insulti, scherni e minacce che col passare del tempo erano diventati insopportabili e palesi. Tanto che la notizia è giunta all'orecchio del preside Francesco Rotolo: un dirigente scolastico che combatte la sua battaglia contro i bulli senza mezzi termini, come quando a inizio maggio aveva fatto portare via dai carabinieri uno studente 19enne che lo aveva minacciato con irruenza, intimorendo i compagni e i professori.

Anche stavolta, dunque, culla e teatro delle scorribande di un giovane irrequieto è l'istituto professionale Molaschi, in via Giuseppe Mazzini, a Cusano Milanino (Milano).

A ricostruire la vicenda sono i militari della Compagnia di Sesto San Giovanni, che hanno eseguito l'arresto per atti persecutori. A dare il la alle indagini è lo stesso dirigente. Nel mese di gennaio, l'uomo confida in caserma le sue preoccupazioni riguardo la situazione.

Durante le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura dei minori, avviene un episodio violentissimo all'interno della scuola: durante la ricreazione, il ragazzino arrestato picchia con calci e pugni la sua 'preda', un coetaneo, come sempre senza motivo alcuno. Questa volta, però, esagera e cerca addirittura di strangolarlo mettendogli le mani sul collo fino all'intervento prezioso di un insegnante. Da quel giorno il 16enne viene sospeso per due settimane.

La vittima, che non aveva mai denunciato nulla, viene sentita dalla procura in audizioni protette. La madre del ragazzino costretto a subire le violenze, la unica persona con la quale il giovane si sfogava, conferma lo stato di 'sottomissione' psicologica nel quale il figlio era costretto a vivere negli ultimi mesi. La donna però non si era mai decisa a denunciare fino a quel momento. Anche i compagni di classe - tra i quali ci sono altri studenti presi di mira - danno credito al racconto del giovane 16enne: "Lo picchiava", "Gli gettava addosso palline di carta", "Gli buttava la roba dalla finestra", le testimonianze della classe.

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Arriva la decisione e si procede all'arresto del 16enne, che negli ultimi mesi aveva smesso di frequentare la scuola. I militari lo raggiungono a casa dei nonni. Per lui niente carcere ma vivrà i suoi prossimi mesi all'interno di una comunità per minori. Il suo compagno, ora, potrà finalmente tornare a respirare.

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