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Il Monza sabato si gioca il playout col Pordenone (Foto pagina Fb Monza)

Il Monza sabato si gioca il playout col Pordenone (Foto pagina Fb Monza)

Calcioscommesse, altra vergogna: arrestati tre dirigenti del Monza

Nei guai l'ex direttore generale, Mauro Ulizio - oggi alla Pro Patria -, l'attuale direttore sportivo, Gianni Califano, e l'ex presidente Bingham. Almeno trenta le partite sospette: due sono gare del Monza

Dalla ‘ndrangheta al calcio. Non quello giocato in un prato verde da ventidue atleti. Ma quello giocato nelle stanze buie, davanti a un pc e con milioni di soldi “immaginari” da spostare sui risultati di una partita o di un’altra. 

Nuova bufera, nuova vergogna, per il calcio italiano: martedì mattina la polizia ha arrestato cinquanta persone e ne ha indagate altre ottanta per un’inchiesta sul calcioscommesse  - "Dirty Soccer" - che trae origine dalle indagini su una cosca calabrese legata alla ‘ndrangheta.

Il fango è arrivato, inevitabilmente, anche a Monza, con i biancorossi che sarebbero coinvolti in pieno nel nuovo scandalo.

Tra i nomi degli arrestati - tra i cinquanta finiti in cella - ci sarebbero, infatti, anche quelli di Mauro Ulizio, ex direttore generale del Monza calcio e dirigente attuale della Pro Patria, e di Gianni Califano, l’attuale direttore sportivo del Monza. In carcere sarebbe finito anche Bingham Dennis Patrick, imprenditore inglese e legale rappresentante dell’A.C. Monza Brianza 1912 per quella "presidenza lampo", che tanto insospettì e fece discutere.. 

"DIRTY SOCCER" - TUTTI I CALCIATORI E I DIRIGENTI COINVOLTI

Non solo. Tra le quasi trenta partite finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti comparirebbero anche Monza-Torres del 17 dicembre 2014 e Bassano-Monza di quattro gironi dopo. 

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, partita dall’intercettazione della telefonata di un soggetto vicino ad una cosca di Lamezia Terme, ha portato così alla luce una presunta rete di personaggi - compresi allenatori e dirigenti - dediti alle combine delle partite. 

L’accusa per tutti gli arrestati e gli indagati è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il provvedimento di fermo è di circa 1200 pagine. Arresti e perquisizioni sono avvenuti in ventuno province italiane: Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.

Le squadre coinvolte sono circa una trentina, in maggioranza di Lega Pro. Decine gli incontri combinati nei due campionati. I club fanno parte di tutti e tre i gironi della ex serie C: Nord, Centro e Sud.

Arriva così, a soli tre giorni dal playout col Pordenone, che il Monza giocherà sabato, la ciliegina sulla torta di una stagione orrenda. Condita, ora, anche dalla vergogna del calcioscommesse.

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