Calendario Storico dell'Arma 2015: i carabinieri celebrano i propri cari

Una mamma in divisa che poggia il proprio berretto sulla testa del figlio, un gesto intimo e quotidiano diventato il simbolo dell'omaggio che i membri dell'Arma con il Calendario Storico 2015 vogliono fare ai loro cari

Il Colonnello Gerardo Pititto con il Calendario Storico dell'Arma 2015

Lettere, pensieri, gesti e fotografie.

Il Calendario Storico dell'Arma 2015 dopo aver celebrato nelle edizioni passate la storia e il bicentenario dalla Fondazione sceglie di mettere al centro la famiglia.

Mese dopo mese le pagine del Calendario dei Carabinieri sono dedicate agli affetti e ai valori che legano ogni uomo che indossa la divisa alle proprie radici e ai propri cari. Simbolo della nota affettiva che percorre come un sottile filo rosso tutte le tavole è il particolare de "Il Nastro Rosso" di Monica Aruta, dipinto che ha vinto il premio per la categoria Pittura del Concorso Artistico Nazionale: una donna carabiniere poggia il proprio berretto sulla testa del figlio con materna dolcezza, un gesto che si fa simbolo artistico dell'abbraccio ideale e del passaggio di testimone tra le generazioni della stessa famiglia. 

"Con questo spirito abbiamo voluto leggere la storia dell'Istituzione, andando a scrutare l'aspetto più umano di alcuni carabinieri. Dai loro manoscritti emerge chiaramente l'amore per la famiglia, cemento della coesione morale della più grande famiglia dell'Arma e alimento costante di quella straordinaria motivazione che ha scritto gloriose pagine di storia" si spiega in una nota. 

In ogni tavola infatti si celebra una delle figure centrali della storia dell'Arma che si sono distinte per una lunga carriera, come nel caso del Maggiore Generale Trofimo Arnulfi, che ha mosso i primi passi come Allievo Carabiniere ed è diventato Maggiore Generale nominato membro del Comitato dell'Arma nel 1861, o per azioni valorose.

Dei militari si colgono le doti di coraggio e valore ma anche il profilo umano, la tenerezza con cui nelle lettere originali e recuperate dagli archivi storici del Comando Generale si racconta la morte scampata in battaglia alla moglie, come nel caso del Capitano Bernardino Morelli di Popolo che scrive alla consorte Luigia o ancora del Maggiore Alessandro Negri di Sanfront, comandante di tre Squadroni Carabinieri durante la Prima Guerra di Indipendenza che dopo le fatiche del fronte si lascia andare a un colloqui a distanza con la madre. 

L'umanità e l'amore materno sono i caratteri che traspaiono anche dal ritratto di Mamma Santuccia che chiude una delle ultime tavole del Calendario 2015. Si tratta di una donna originaria di Pontile di Fiuminata nell'Appennino umbro-marchigiano che tra figli, nipoti, pronipoti e cugini ha annoverato tra i mebri della sua discendenza 12 carabinieri. 

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