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Il papà muore di cancro, Mirko si taglia la sua lunga treccia e la dona ai malati oncologici

I capelli sono stati donati ai malati di cancro che stanno combattendo. La storia

Non ci ha pensato due volte: ha deciso che era arrivato il momento di darci un taglio. È andato dal parrucchiere e ha tagliato quella lunga coda di cavallo che dal 2014 si stava facendo crescere certo che, prima o poi, sarebbe arrivato il momento di donarla a chi aveva perso i capelli a causa del cancro. E dopo due mesi dalla morte del suo papà a 59 anni proprio per un tumore, Mirko ha deciso che era arrivato il momento di donare quella chioma.

Un gesto carico di solidarietà e di amore quello compito da Mirko Gaino, 35 anni, di Cesano Maderno, che settimana scorsa ha donato la sua lunga treccia castana all’associazione "Una vita in rosa" di Lissone, per la realizzazione di parrucche per le donne che stanno combattendo contro il cancro. Un gesto che Mirko ha compiuto a un anno esatto dal giorno in cui, per la prima volta, aveva accompagnato papà Lino alla sua prima visita oncologica.

Quando il cancro entra in famiglia la vita cambia

“Purtroppo fino a quando non ti trovi faccia a faccia con questa patologia non ti rendi conto di quello che stanno attraversando i malati e i loro familiari – spiega Mirko  -. A mio papà il tumore è stato diagnosticato a gennaio 2020: purtroppo già in fase terminale. Era consapevole del suo destino, ma ha sempre affrontato ogni giorno con il sorriso e con la voglia di fare del bene. Proprio come ha sempre vissuto”.

Mirko conosce bene il dramma della malattia oncologica: oltre alla recente perdita del genitore, anni prima si era ammalata di tumore anche una zia e la sua ex fidanzata. “Per fortuna la mia ex è guarita. Quando ha iniziato il percorso chemioterapico e ha perso i capelli io ho iniziato a farmeli crescere con l’impegno che, un giorno, quei capelli li avrei donati a chi a causa del tumore li aveva persi”.

"Ecco perchè ho deciso di donare i miei capelli"

Gli anni sono passati e intanto la chioma di Mirko continuava crescere: nel 2020 il dramma della malattia del papà e della pandemia, poi qualche giorno fa la decisione di fare quel gesto che avrebbe voluto fare quando il suo vecchio amore era rimasta calva a causa della cura.
“Ho imparato che la vita ha un termine; ma quando iniziamo a viverla in modo diverso, pensando al bene che possiamo fare al prossimo, allora anche la prospettiva della malattia e della morte cambiano. Il più grande insegnamento che il mio papà mi ha lasciato è di fare del bene al prossimo”.

Ma Mirko è andato oltre: non solo ha donato i suoi capelli, ma ha deciso di donare anche il suo tempo mettendosi a disposizione del progetto Un Taxi in Rosa, promosso dall’associazione "Una vita in rosa" insieme ad Auser: un servizio di trasporto per le persone che devono sottoporsi a terapie o visite oncologiche.

“A causa della pandemia ho perso il posto di lavoro e avendo tempo libero ho deciso di mettermi a disposizione. È importante trasmettere empatia, vicinanza e sostegno al malato e ai suoi cari. Condividere sentimenti ed emozioni”. Saper ascoltare le gioie e i dolori di chi sta affrontando il tunnel della malattia: la paura prima di una visita, la gioia per l’esito positivo, la stanchezza dopo la terapia.
“Il non sentirsi soli, ma il sentirsi amati è stata senza dubbio una medicina importante nel percorso del mio papà”.

L'impegno dell'associazione "Una vita in rosa"

Una grande gioia per Ivana Maconi, presidente di "Una vita in rosa", che ha accolto con entusiasmo il gesto e la disponibilità di Mirko.
"È stato un gesto stupendo – commenta -. Quando ci ha consegnato la treccia ci ha anche detto di voler diventare volontario. Malgrado la pandemia la nostra associazione non si è mai fermata, ma speriamo presto di poter tornare ad organizzare eventi in presenza, per ricordare alle donnne, ma non solo, di non rimandare il proprio appuntamento con la prevenzione”.
Per chi vuole sostenere l’associazione inviare un’email a info@unavitainrosa.it.

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