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La crisi della Candy colpisce Brugherio. A rischio 150 dipendenti

La nota azienda di elettrodomestici ha annunciato tagli draconiani nello stabilimento brianzolo: in esubero quasi un terzo dei lavoratori. Il Pd: "Delocalizzano in Cina"

Inizio di anno drammatico per i lavoratori della Candy di Brugherio. La nota azienda di elettrodomestici sta infatti risentendo in maniera pesante del crollo del mercato e per lo stabilimento brianzolo i vertici hanno annunciato tagli draconiani alla produzione: dagli 800mila pezzi del 2009 si inizierà a produrne circa mezzo milione, un terzo in meno. Tagli che ovviamente avranno ripercussioni sull’occupazione; 150 i dipendenti a rischio.

Per una cinquantina di loro ci sarebbe tuttavia la possibilità di essere riassorbiti in altre produzioni. Ieri questa ipotesi è stata ventilata in un’ affollatissima assemblea del personale, che dovrà decidere le iniziative da attuare a fronte di questi annunci. Il destino di tutti gli altri sembra però segnato. Intanto la produzione procede a singhiozzo con una parte dei lavoratori in cassa integrazione ormai da anni.

La sezione locale del Partito Democratico ha denunciato la situazione e criticato la scelta dell’azienda di delocalizzare in Cina : "Dopo l'apertura dello stabilimento in Cina – si legge sul sito dei democratici - è temuta una possibile delocalizzazione della produzione, anche se l'azienda aveva precisato che si apriva in Cina solo per il mercato orientale.

In realtà - conclude la nota del Pd - sembrerebbe che una parte della produzione in Cina finisca poi nel mercato europeo, e a questo proposito si fa notare che se tornasse a Brugherio la produzione di almeno 100.000 pezzi questi esuberi ipotizzati oggi potrebbero essere annullati".

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