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Lunedì, 16 Maggio 2022
Animali / Cesano Maderno

Abbandona la cagnolina in casa e la lascia morire di fame: padrone condannato

L'uomo è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione in primo grado. I fatti risalgono all'estate 2017 e sono avvenuti in Brianza

Chiusa in casa, da sola, senza acqua né cibo per giorni o forse settimane. E' morta così Nikita, dopo ore di sofferenza e strazio. I fatti risalgono all'estate del 2017 e sono avvenuti a Cesano Maderno, in Brianza, dove gli agenti della polizia locale su richiesta dei vicini, insospettiti dal forte odore proveniente da un'abitazione erano intervenuti in via Domenico Savio. E all'interno della casa era stato trovato il corpo dell'animale, in stato di decomposizione. Ora per la morte della cagnolina è arrivata una sentenza di condanna in primo grado. Il padrone, un sessantenne, è stato condannato dal Tribunale di Monza a un anno e sei mesi reclusione. 

A darne notizia è stata la Lega Nazionale del Cane che aveva denunciato l’uomo e si era costituita parte civile nel processo. La sentenza di primo grado, con condanna per il reato di uccisione di animali, ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale, è arrivata nella mattinata di martedì 26 aprile ed è stata accolta come una "vittoria" dall'associazione animalista che si è battuta. 

“Stando a quanto appreso nel corso del processo” ha spiegato l'avvocato Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection - “l’uomo aveva smesso di pagare l’affitto dell’appartamento e per questo l’aveva lasciato, abbandonando al suo interno la povera cagnolina. Non è stato possibile sapere con certezza quanto tempo Nikita sia rimasta da sola, ma secondo il veterinario dell’ATS sentito in udienza le sue condizioni erano quelle di un cane rimasto senza cibo e acqua per almeno 15 giorni. Il giudice ha quindi condannato l’uomo a 1 anno e 6 mesi di reclusione per aver causato la morte dell’animale".

La cagnolina trovata morta di fame in casa

Del padrone di casa non si avevano più notizie da settimane e nella casa vuota, dopo giorni di stenti, è morta una cagnolina. A ritrovarla priva di vita erano stati gli agenti della polizia locale. I vicini avevano segnalato un odore nauseante, accentuato dal grande caldo di quei giorni. A chiamare gli agenti erano stati anche i proprietari dell’appartamento, che avevano dato in affitto la casa al padrone di cui da tempo però non si avevano più notizie. In casa c’erano escrementi ovunque, sacchi della spazzatura rotti e cassetti aperti: i modi con cui la cagnolina probabilmente aveva cercato, disperatamente, cibo per sopravvivere. Poi erano iniziate le indagini che avevano portato a rintracciare il proprietario. E il processo per cui adesso è arrivata una condanna in primo grado.

 "Vicenda raccapricciante"

“Questa vicenda è davvero raccapricciante e non ci possono essere scusanti né perdono per il comportamento spietato di quest’uomo”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “È straziante pensare quanto abbia sofferto questa povera cagnolina, agonizzando giorno dopo giorno senza poter bere e mangiare fino a morire di fame e di sete. Non riesco davvero a capire come quest’uomo possa essere così senza cuore. Se l’avesse abbandonata per strada, avrebbe comunque avuto una possibilità di sopravvivenza mentre così ha scelto deliberatamente di condannarla a morte nel modo più crudele possibile. Seppure a causa dei limiti della legge la pena non è certo adeguata alla gravità del fatto, sono comunque contenta di questa condanna ottenuta anche grazie all’impegno del nostro ufficio legale. Questa storia straziante ci ricorda quanto sia necessaria una riforma della legge 189 del 2004 per rendere le pene più severe verso coloro che maltrattano e uccidono animali. Oltre alla condanna penale, comunque, mi auguro che quest’uomo faccia i conti con la propria coscienza, se ce l’ha.”

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