Yuki, la cagnolina uccisa perché abbaiava troppo

La cagnolina, cinque anni, è stata trovata morta nella "sua" casa di Muggiò. Il proprietario: "In passato avevo ricevuto lettere di minacce perché abbaiava. Non è difficile fare uno più uno"

Yuki, la cagnolina uccisa

Se n'è andata sotto gli occhi del suo padrone. Potrebbe aver pagato lei, con la vita, la rabbia di qualcuno verso la "sua" famiglia. 

Yuki, meticcia di cinque anni, è morta sabato mattina scorso. Il proprietario, Antonello Cappuccilli, l'ha trovata distesa nel giardino della sua villetta di via Roma 65 a Muggiò. Cosa l'abbia uccisa, sottolinea il comandante della polizia locale Massimo Schirrippa a MonzaToday, non è ancora chiaro. Ma il sospetto dei padroni di Yuki è che la loro cagnolina, presa anni fa da un canile di Roma, sia stata avvelenata. Un'ipotesi, questa, rafforzata da alcune lettere minatorie che la famiglia Cappuccilli ha ricevuto nei mesi scorsi. 

"Ad agosto ho trovato a casa una lettera dal contenuto abbastanza esplicito - racconta a MonzaToday, il signor Cappuccilli - Qualcuno ha pensato bene di scrivere su un pezzo di carta che il cane aveva rotto i co...oni e che ci avrebbe pensato lui a farlo stare zitto se non ci avessimo pensato noi". A firmare la lettera di minaccia, "i vicini". Stessa firma, stesse parole a dicembre. "A casa è arrivata una seconda lettera praticamente uguale - ricorda Cappuccilli - c'erano offese a me, alla mia famiglia e le immancabili minacce al cane, che 'prima o poi farà una brutta fine". A quel punto la famiglia decide di rispondere alle minacce e, con un cartello sul cancello della villetta, ricorda che "uccidere gli animali è punibile con una condanna fino a quattro anni di carcere". Evidentemente non basta. Perché sabato scorso la situazione precipita. 

"L'ho trovata agonizzante nel giardino di casa - ricorda con dolore Antonello - Ho chiamato mia sorella, che è veterinaria, e mi ha detto immediatamente che erano i classici segnali da avvelenamento". Chi sia stato ad avvelenare Yuki non si sa, ma i dubbi della famiglia Cappuccili evidentemente appaiono giustificati. "Abito in una villetta singola quindi magari c'è qualcuno che ha fatto un sopralluogo con l'intenzione di rubare e ha deciso di uccidere il cane - spiega - ma se faccio uno più uno non è difficile pensare che Yuki sia stata uccisa da qualcun altro". 

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Quello stesso "qualcun altro" al quale Antonello ha deciso di rispondere con l'ennesimo cartello appeso al cancello di casa. Quello stesso qualcun altro al quale Antonello ha voluto far sapere che è "riuscito - come scrive sul foglio appeso fuori la sua villetta - a far piangere due bambini", i suoi figli di quattro e sei anni. "Erano stati loro - confessa Antonello - a scegliere Yuki". 

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