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Cronaca

I carabinieri restituiscono un volume del '500 rubato 90 anni fa

Era di proprietà della Biblioteca arcivescovile di Volterra

Quel volume non è passato inosservato agli occhi di lo ha trovato. Immediata la segnalazioni ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza che hanno avviato le indagini. Dalle verifiche è emerso che si trattava di un volume del '500 di proprietà dell'Ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Volterra, in provincia di Pisa. Di quel volume si erano perse le tracce negli anni Trenta, ma non c'era stata nessuna denuncia. Un testo molto prezioso, intitolato "Ovide. Le metamorfosi di Ovidio, ridotte da Giovanni Andrea dell’Anguillara, in ottava  rima, Venezia 1583.’’

Un testo che oggi, lunedì 14 febbraio, è ritornato ai legittimi proprietari. "La giornata odierna - spiegano i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza - oltre a voler riconsegnare il volume sequestrato dai carabinieri vuole rappresentare un momento per ribadire quanto sia essenziale la tutela del bene librario in un’era in cui si apprezza più il fine pratico ed immediato  piuttosto che un arricchimento per la vita e ci si è disaffezionati al libro ed ai suoi mille contenuti, forse anche perché l’approcciarsi al libro, alla lettura implica una sfida, uno sforzo non indifferente così come ci ricordava una frase attribuita a Thomas Edison 'il genio è 1%  ispirazione e 99% traspirazione'".

Dall'Arma anche l'invito ai cittadini a collaborare in caso di furti di beni culturali e artistici. "I cittadini possono rivolgersi ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dislocati  su tutto il territorio nazionale e possono compilare il 'Documento dell’opera d’arte - Object ID' - ribadiscono -. Un modulo concepito dall’UNESCO ed elaborato in collaborazione con il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale, nel quale si devono riportare i dati identificativi  essenziali di qualsiasi bene d’arte (oggetto, autore, epoca, tecnica e materiale, dimensioni, titolo e descrizione, fotografia). Con questo strumento, qualunque possessore di oggetti  d’arte può realizzare un proprio “archivio fotografico – descrittivo” da custodire in luogo  sicuro perché in caso di furto potrà essere d’ausilio alle Forze dell’Ordine per il suo  successivo recupero. Inoltre il modulo permetterà un preciso ed affidabile confronto con le  informazioni contenute nella Banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale". 

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