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Carabinieri sospesi per un anno dopo un arresto: accusati di aver picchiato un ladro

Nel procedimento i due militari monzesi sono indagati per falso, calunnia e lesioni

Falso, calunni e lesioni. Questi i reati per i quali due carabinieri di Monza risultano indagati nell'ambito di un'indagine della Procura di Monza che ha portato alla sospensione per un anno dal servizio dei due militari. I carabinieri, in seguito all'ordinanza emessa dal gip Patrizia Gallucci, hanno dovuto riconsegnare pistola e distintivo e sono accusati di aver picchiato un 33enne tunisino nella fasi dell'arresto e di aver falsificato il verbale compilato, facendo risultare anche l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. 

I fatti e le accuse

L'arresto risale allo scorso 20 ottobre quando i militari hanno individuato e arrestato nell'area della ex Fossati Lamperti un 33enne tunisino ritenuto responsabile del furto di una bicicletta ai danni di un 13enne e di un telefono cellulare. Nel verbale di arresto si legge che l'uomo avrebbe aggredito i militari con una catena e un coltello da cucina e per questo sarebbe stato accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo l'accusa invece vittima di una aggressione sarebbe stato proprio il 33enne, che sarebbe stato picchiato dai militari con un manganello prima di essere accompagnato in carcere con il volto tumefatto e zoppicante. Arrestato la mattina e trasferito nella casa circondariale di via Sanquirico solo la sera, l'uomo sarebbe stato trattenuto nelle camere di sicurezza dove sarebbe intervenuta anche un'ambulanza.

I due carabinieri, che ora sula base del provvedimento restrittivo sono stati sospesi dal servizio, negano ogni accusa e hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame. 

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