"Siamo a cavallo", a Monza campeggia la campagna di urban art di Roberto Spadea

Nell'intento dell'artista l'installazione si propone di interrogare i cittadini monzesi sulla loro condizione a due anni di distanza dalla campagna "Dreaming Jeans"

L'installazione in via Borgazzi

Uno sfondo bianco e una domanda semplice, che campeggia a chiare lettere nere nello spazio vuoto: "Siamo a cavallo?". E un paio di jeans rossi a dare forma alla metafora, che cavalcano il cartellone e insieme ripropongono il simbolo che ha consacrato al pubblico l'artista Roberto Spadea con i suoi "Dreaming Jeans", che ritornano anche in questa nuova campagna aristico sociale. 

L'intento, ha spiegato lo stesso Spadea, presentando l'intervento, è quello di "interrogare i cittadini Monzesi sulla loro attuale condizione economico/sociale". Le due installazioni artistiche urbane da martedì 10 gennaio sono presenti in via Boito, all'incrocio con via Pergolesi, e in viale Campagnia, sul cartellone pubblicitario che sorge a ridosso di viale Campania. E qui resteranno fino al 23 gennaio.

La performance artistica che porta la firma dell'associazione Street ArtPiù, si ricollega all'iniziativa che aveva visto protagonista Spadea con i suoi "Dreaming Jeans" due anni fa quando in città erano comparsi 50 pantaloni colorati che i cittadini avevano deciso di consegnare all'artista per farli "rinascere" e lasciarsi metaforicamente alle spalle la propria esistenza "sgualcita" e imparare a rimetersi in gioco. "Le persone sono abituate a pensare in bianco e nero e bisogna invece tornare a pensare a colori" ha spiegato Spadea. "Con questa nuova campagna ho voluto interrogare i monzesi, soprattutto quelli che mi avevano consegnato i loro jeans sgualciti da colorare, per vedere se in due anni qualcosa è cambiato". 

La rivisitazione artistica dell'antico detto romano "essere a cavallo" nelle intenzioni Roberto Spadea punta a far riflettere i cittadini sulla propria condizione e invita, chiunque getti un occhio distratto alle installazioni, a domandarsi che senso abbiano.

"Oggi si pensa troppo poco" ha aggiunto l'artista che ha anche spiegato il perchè della scelta del rosso come colore dei jeans: "E' il colore dell'emozione, della passione e per me è un colore fondamentale". 

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Si tratta di una nuova campagna di arte urbana dopo quella che lo scorso dicembre aveva attirato le polemiche di diversi cittadini che avevano giudicato inopportune le installazioni, nate da un'idea di Felice Terrabuio, apparse in via Azzone Visconti. I cartelloni in quell'occasione, all'immagine di due bambini simbolo universale del dramma della guerra e dei conflitti contemporanei, associavano l'hashtag #chiedimisesonofelice, scatenando la reazione polemica di quanti avevano trovato le installazioni fuori luogo e poco sensibili, inducendo l'artista a oscurare le fotografie. 

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